Ariston, specchio del Paese

Ap Photo / LaPresse

di Angelo Argento (linkiesta.it, 2 marzo 2026)

Venerdì sera, sul palco dell’Ariston, due donne si sono baciate. Non è durato molto, abbastanza, però, per sparire quasi subito dalla regia, un taglio, un altro piano, avanti. Come se qualcuno avesse avuto un riflesso condizionato più veloce del coraggio.

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Sal da Vinci, che fastidio

Ph. Daniele Venturelli / Getty Images

di Paola Italiano (lastampa.it, 1° marzo 2026)

Era dai tempi del piccione di Povia che non mi sentivo così. Qualcosa di simile l’ho riprovato solo quando hanno eletto Trump la prima volta, che fino all’ultimo pensavo: ma figurati se vince uno così. Nella prima puntata di questa newsletter spiegavo che per molto tempo il mio amore per il Festival di Sanremo è stato un guilty pleasure.

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Trump vuole il suo ritratto su una moneta d’oro

Ph. Daniel Torok

di Alessandra Baldini (ansa.it, 26 febbraio 2026)

Il presidente Donald Trump sta cercando di far coniare alla Zecca americana una moneta da un dollaro col suo ritratto e nel suo colore preferito – l’oro –, ma un oscuro comitato federale gli sta mettendo i bastoni tra le ruote. La moneta – secondo quel che riporta il New York Times – dovrebbe esser pronta in tempo per le celebrazioni dei 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza, il prossimo 4 luglio.

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Quando Sanremo non se lo filava più nessuno

di Paolo Conti (corriere.it, 23 febbraio 2026)

So che può sembrare incredibile, raccontandolo in questi anni in cui il Festival di Sanremo catalizza l’attenzione della maggioranza degli italiani con ascolti televisivi record e cancella dai palinsesti ogni concorrenza destinata a perdere. Ma c’è stata una stagione in cui la gara canora nazionale quasi sparì dai teleschermi, nell’indifferenza generale.

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Berlinale 2026: il controllo della politica sull’arte e la libertà di parola

Berlinale

di Cristina Piccino (ilmanifesto.it, 26 febbraio 2026)

Chi aveva già annunciato, come diversi media tedeschi, Bild in testa, il suo licenziamento, sarà rimasto deluso. Per ora Tricia Tuttle rimane alla direzione della Berlinale, anche se dopo la riunione di crisi del consiglio di sorveglianza della Kbb GmbH presso la Cancelleria federale, chiesta dal ministro della Cultura Wolfram Weimer, a quanto comunicato dal portavoce dello stesso «i colloqui sull’orientamento della Berlinale proseguiranno nei prossimi giorni».

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Dalla diva al ministro, la “grande dinastia” dei Lollobrigida

di Tommaso Labate (corriere.it, 22 febbraio 2026)

«La rivalità con Sophia Loren? L’ha creata quella che è arrivata dopo, è chiaro», diceva quand’era già avanti con gli anni a proposito della disfida nel cuore degli italiani con l’altra super-diva del cinema italiano, più giovane di lei di sette anni, alla quale dava ovviamente la colpa del dualismo di celluloide per antonomasia, quantomeno per la nostra storia patria.

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La Russa su Pucci, una triste parodia del trumpismo

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 24 febbraio 2026)

L’incipit è fenomenale, oltre Age e Scarpelli, oltre Sonego, oltre Flaiano: neppure i più grandi sceneggiatori della commedia all’italiana sono mai arrivati a concepire qualcosa di simile. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che guarda in camera e attacca così, senza tanti preliminari: «Ho visto nei video la conferenza stampa di Carlo Conti su Sanremo e ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno, per sua scelta…».

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Kimmel, Cooper, Colbert e gli altri: giro di vite sui nemici di Trump

Cbs

di Martino Mazzonis (huffingtonpost.it, 18 febbraio 2026)

In principio fu Jimmy Kimmel, poi vennero tutti gli altri. Le pressioni sul mondo dell’informazione da parte dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati, spesso miliardari e padroni di media, si fanno asfissianti. Sembra passato molto tempo, ma sono passati pochi mesi.

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L’Impero colpisce ancora, il nuovo partito dell’estrema destra polacca

jaroslaw.kujawski.7 via Instagram

(ilpost.it, 24 febbraio 2026)

A un anno dalle elezioni parlamentari in Polonia, nell’estrema destra polacca è nato un nuovo partito che si chiama come il secondo film della saga di Guerre stellari, Imperium Kontratakuje (L’Impero colpisce ancora, uscito nel 1980), ma che di fatto non è una forza politica nuova: è un rebranding di un altro partito che si chiamava come il primo film della saga, Nowa Nadzieja (cioè Una nuova speranza, uscito nel 1977), e che nel novembre del 2025 un tribunale aveva escluso dai registri dei partiti politici per non aver presentato il rendiconto finanziario per l’anno precedente.

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A Berlino vince il cinema politico

Afp

di Fulvia Caprara (lastampa.it, 21 febbraio 2026)

In un crescendo di prese di posizione e dichiarazioni politiche, la giuria della Berlinale guidata da Wim Wenders ha attribuito questa sera l’Orso d’Oro al film di İlker Çatak Yellow Letters (in Italia sarà distribuito da Lucky Red), parabola contro il totalitarismo in cui una celebre coppia di artisti turchi, caduta in disgrazia presso il governo, precipita in una spirale di ricatti e controlli che finirà per travolgere la loro stessa relazione.

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