“Sempre troppo e mai abbastanza”: il peso del nome Trump

Ph. Carlo Allegri / Reuters

di Mary L. Trump* (linkiesta.it, 20 febbraio 2026)

Il mio cognome mi è sempre piaciuto. Negli anni Settanta, quando frequentavo i campi estivi di vela, tutti mi chiamavano soltanto Trump. Per me era un motivo di orgoglio, non perché fosse sinonimo di potere e palazzi (anzi, all’epoca la mia famiglia la conoscevano solo a Brooklyn e nel Queens), ma perché in quel suono c’era qualcosa che si confaceva alla me di sei anni, una bambina tosta che non aveva paura di niente.

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La faccia e il nome di Trump sono un po’ dappertutto

Ph. Jessie Wardarski / Ap – File

(ilpost.it, 16 febbraio 2026)

Nel corso dell’ultimo anno abbondante di presidenza, Donald Trump ha messo il suo nome su tantissime cose: edifici, istituzioni, programmi governativi, biglietti di attrazioni turistiche. Ha anche promosso la sua immagine in maniera incessante, sui social media, con slogan e manifesti con la sua faccia.

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Con Trump e Putin torna la condanna psichiatrica

wine_bibble via Instagram

di Gilberto Corbellini (huffingtonpost.it, 14 febbraio 2026)

Alcuni intellettuali, comodamente accampati negli studi televisivi e negli spazi pubblici ben riscaldati, argomentano in piena libertà (senza censure politiche) che le responsabilità dell’Occidente e della Nato nella guerra tra Russia e Ucraina non sarebbero inferiori a quelle di Vladimir Putin e che, in realtà, quest’ultimo vorrebbe la pace più seriamente dei leader occidentali.

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Stretta su Telegram: il Cremlino spinge verso l’app statale Max

NurPhoto / Getty Images

di Lucia Bellinello (wired.it, 19 febbraio 2026)

«La Russia sta limitando l’accesso a Telegram nel tentativo di costringere i propri cittadini a passare all’app Max, controllata dallo Stato e creata per la sorveglianza e la censura politica». Con questo post, pubblicato il 10 febbraio, il fondatore di Telegram Pavel Durov ha denunciato pubblicamente le restrizioni adottate dalle autorità russe contro una delle piattaforme di messaggistica più usate nella Federazione Russa.

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Trump contro Ue: il nuovo squarcio atlantico è sul digitale

freedom.gov

di Angela Mauro (huffingtonpost.it, 19 febbraio 2026)

Il 14 febbraio scorso, a Monaco, Marco Rubio ha sottolineato i legami degli Usa con l’Europa, senza arretrare sulla cultura Maga, strumento di battaglia anche anti-europeo per l’amministrazione Trump. Poco dopo, il Segretario di Stato americano volava in Ungheria a fare campagna elettorale per il sovranista Viktor Orbán, il nemico interno delle istituzioni di Bruxelles.

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L’algoritmo di X sposta opinioni (e voti) a destra

Ap Photo

di Arcangelo Rociola (repubblica.it, 18 febbraio 2026)

Non un semplice organizzatore di contenuti. Ma un motore di propaganda. Capace di rimodellare in modo permanente le opinioni degli utenti. E in un’unica direzione politica: quella della destra conservatrice.

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Nel Board of Peace c’è anche la Fifa

Ph. Saul Loeb / Afp

(adnkronos.com, 19 febbraio 2026)

C’è anche Gianni Infantino, presidente della Fifa, seduto nel Board of Peace guidato da Donald Trump. Nel primo meeting dell’organismo creato dal presidente degli Stati Uniti, tra i leader di numerosi Paesi spicca anche il numero 1 della Federcalcio mondiale.

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La politica da reality show l’ha inventata John John Kennedy

di Guia Soncini (linkiesta.it, 18 febbraio 2026)

Di solito va così: inizio a guardare una serie; è bruttissima; la finisco comunque. Perché le cose bruttissime sono un territorio intermedio tra due impegni: lavorare, e i consumi cui prestare attenzione.

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Berlinale: Kaouther Ben Hania rifiuta il premio Cinema for Peace

Ph. Ramsey Cardy / Getty Images

(tg24.sky.it, 18 febbraio 2026)

La Berlinale 2026 si trova al centro di una nuova controversia internazionale dopo la decisione della regista tunisina Kaouther Ben Hania di rifiutare un premio durante la cerimonia Cinema for Peace, evento collaterale al Festival internazionale del Cinema di Berlino. L’autrice del documentario The Voice of Hind Rajab ha scelto di non ritirare il riconoscimento “Most Valuable Film”, lasciando il trofeo nella sala della premiazione.

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