Archivi tag: propaganda

Il triathlon futurista di Vannacci

di Nino Luca (corriere.it, 11 luglio 2026)

Corre, nuota e pedala. Il triathlon futurista di Vannacci però fa un mezzo flop. A Sanremo, sotto il Sole cocente del mattino, c’erano solo due «sporche» dozzine, come le definisce lui, di vannacciani a fare sport: è il modo migliore per risanare i conti del welfare del Belpaese.

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Trump adesso rivendica di essere “il numero uno su TikTok”

Anadolu via Getty Images

di Bruno Ruffilli (lastampa.it, 8 luglio 2026)

«Anche se molti dicono che TikTok è “pericoloso”, forse non è così male, visto che io sono il numero uno sul social network per numero di visualizzazioni». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti oggi ad Ankara, a margine del vertice Nato, durante un incontro con il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte.

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Il nuovo fronte della propaganda

Battenhall / Unsplash

di Giacomo Bondi (linkiesta.it, 7 luglio 2026)

Per anni il dibattito sulla disinformazione on line si è concentrato quasi esclusivamente su Facebook, X e le grandi piattaforme centralizzate di proprietà di colossi tecnologici. Ma mentre l’attenzione pubblica resta ancorata a questi ecosistemi, una parte crescente della circolazione informativa si sta spostando altrove: nei social decentralizzati, dove la moderazione è distribuita e le regole non sono uniformi.

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Tenere a distanza l’estrema destra

Rtbf via Facebook

di Rodolfo Toè (ilpost.it, 11 luglio 2026)

In Belgio le radio e le televisioni in lingua Francese limitano la partecipazione nelle trasmissioni dei politici che hanno idee razziste e antidemocratiche, applicando contro di loro un “cordone sanitario mediatico”, cioè un insieme di regole per ridurne la visibilità. È uno dei fattori, anche se non l’unico, per cui nelle regioni del Belgio in cui si parla Francese non c’è un partito di estrema destra forte.

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L’inizio della carriera politica di Vannacci è un po’ un mistero

Ph. Mauro Scrobogna / LaPresse

di Valerio Valentini (ilpost.it, 30 giugno 2026)

Quando pubblicò su Amazon il suo primo libro, Il mondo al contrario, il 10 agosto del 2023, Roberto Vannacci era un generale dell’Esercito con una carriera ormai indirizzata verso la sua fase declinante, senza grosse possibilità di salire ancora nella gerarchia militare, come pure lui aveva sperato.

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La cura del “Dottor Trump” per le star di Hollywood

Donald Trump via Truth Social

di Roberta Damiata (ilgiornale.it, 3 luglio 2026)

Camice bianco, stetoscopio al collo e un’improbabile cura contro l’avversione nei suoi confronti. Donald Trump torna a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per colpire i suoi critici e questa volta si trasforma in un medico pronto a guarire alcune delle più famose star di Hollywood dalla cosiddetta “Trump Derangement Syndrome”, la “Sindrome da delirio anti-Trump”.

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La Nazionale iraniana rappresenta l’Iran o il potere?

Ap / LaPresse

di Rayhane Tabrizi (linkiesta.it, 30 giugno 2026)

In questi giorni molti italiani mi hanno fatto la stessa domanda: «Perché voi iraniani non tifate la vostra Nazionale?». La risposta non è nel calcio, è nella politica. Prima del torneo, il difensore Shoja Khalilzadeh aveva promesso che, se avesse segnato, avrebbe dedicato il gol alla Guida Suprema della Repubblica Islamica.

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Il presidente che voleva colorare l’acqua e produsse una pozzanghera

Ph. Jessica Koscielniak / Reuters

(ilfoglio.it, 27 giugno 2026)

La storia sembra minuscola, quasi balneare, e invece è perfetta. Donald Trump, nel suo secondo mandato, decide di mettere mano alla Reflecting Pool del Lincoln Memorial, uno dei luoghi più solenni e fotografati d’America, quel rettangolo d’acqua che collega Lincoln, Washington, la Guerra Civile, Martin Luther King e la liturgia democratica americana.

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Trump si prende anche i Mondiali

Ph. Jacquelyn Martin / File – Ap

di Aldo Cazzullo (corriere.it, 26 giugno 2026)

Donald Trump non capisce nulla di calcio e meno ancora gliene importa; però vuole consegnare la Coppa. Una platea internazionale non si perde, New York è la sua città (anche se per la finale dovrà attraversare l’Hudson e portarsi nel New Jersey), e quindi il re presidente amerebbe essere il primo ad alzare il trofeo mondiale, per poi passarlo in un secondo tempo al capitano della squadra vincitrice.

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I tifosi professionisti del Qatar

Ph. Dean Rutz / The Seattle Times

di Salvatore Riggio (corriere.it, 28 giugno 2026)

Il verdetto del campo è stato netto: il Qatar ha salutato il Mondiale senza lasciare tracce memorabili. Eppure, restano le polemiche e questa volta il pallone non c’entra. A infiammare il post-partita ci ha pensato la stampa britannica, sollevando perplessità attorno a una presunta operazione di «tifo organizzato a tavolino» per l’ultima sfida del girone contro la Bosnia a Seattle.

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