Archivi tag: propaganda

Welcome to Favelas

Instagram

(ilpost.it, 4 agosto 2026)

Una pagina Instagram inaugurata per documentare episodi di degrado urbano è diventata negli ultimi anni sempre più seguita e influente, fino ad assomigliare a uno strumento di propaganda in Italia per i partiti di destra ed estrema destra internazionali.

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La techno a Tbilisi è una questione politica

Ph. Guram Muradov

di Viola Stefanello (ilpost.it, 31 luglio 2026)

Un venerdì sera qualunque di giugno, fuori dall’imponente stadio Dinamo di Tbilisi, c’è una fila di taxi parcheggiati. Aspettano le persone che puntualmente verranno respinte all’ingresso del Bassiani, il club techno che sta nella vecchia piscina olimpionica abbandonata sotto lo stadio, e che nonostante la sua posizione così periferica da diversi anni è uno dei più conosciuti e apprezzati in tutta Europa.

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Mandato di cattura per Durov, Mosca vuole chiudere Telegram

Ph. Yuri Kadobnov / Afp – Getty Images

di Michela Rovelli (corriere.it, 29 luglio 2026)

I rapporti con il suo Paese d’origine sono tesi da tempo, ma ora sembra proprio sia impossibile salvarli. Pavel Durov, fondatore e ceo di Telegram, è stato inserito dalla Russia nella lista dei ricercati internazionali. L’accusa del Federal Security Service (Fsb) – i servizi di sicurezza federali – è di favoreggiamento del terrorismo.

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Il caso Pirlo

di Gabriele Carrer (linkiesta.it, 26 luglio 2026)

La domanda non è se Andrea Pirlo possa o meno diventare commissario tecnico della Nazionale. La domanda è perché un contratto commerciale con un bookmaker russo sia riuscito a trasformarsi in un caso politico italiano. Ed è proprio qui che la vicenda diventa interessante.

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Katy Perry furiosa con la Casa Bianca per l’uso di “Firework”: «La mia musica non celebra la guerra»

(agi.it, 25 luglio 2026)

La cantante statunitense Katy Perry ha criticato sabato la Casa Bianca e Donald Trump per aver utilizzato senza la sua autorizzazione la canzone Firework come musica di sottofondo in un video su TikTok di bombardamenti degli Stati Uniti nella guerra in Iran.

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Il politainment di Vannacci, e non solo

Ph. Ron Lach via Pexels

di Angelo Bruscino (huffingtonpost.it, 24 luglio 2026)

È curioso come l’ultimo video di Roberto Vannacci – costruito con l’Intelligenza Artificiale, ma perfettamente allineato alla sua estetica muscolare – venga salutato come una novità, quando in realtà è solo l’ennesima tappa di una lunga deriva: un prodotto violento, aggressivo, calibrato per parlare alla pancia degli elettori.

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Rapid Response 47: critiche a Trump, giornalisti attaccati su X

Ph. Jordan Pettitt / Pool Photo via Ap

(agi.it, 17 luglio 2026)

Lo staff di Donald Trump ha attaccato giornalisti, commentatori e analisti dei maggiori network americani per aver smontato le accuse che il presidente degli Stati Uniti ha lanciato in diretta tv contro la Cina. Secondo Trump, Pechino avrebbe «violato il sistema elettorale americano», acquistando o rubando i dati personali di 220 milioni di elettori.

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Ai mondiali americani di Trump la più politica delle vittorie possibili

Getty Images via Afp

di Fabio Insenga (adnkronos.com, 20 luglio 2026)

La Spagna non ha solo vinto, per la seconda volta nella sua storia, i Mondiali di calcio. La Spagna ha vinto i mondiali americani, monopolizzati dalla presenza invasiva di Donald Trump, riportando l’Europa sul tetto del mondo.

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Mondiali, potere e “pressing” sugli arbitri

di Alessandro Fulloni (corriere.it, 19 luglio 2026)

Pallone, mondiali e “pressing” dei potenti sugli arbitri? Si comincia ben presto: secondo alcuni storici del calcio, la sintesi dei Mondiali del 1934 vinti dall’Italia sarebbe perfettamente descritta da una foto.

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Becera e immensa: l’arte di regime è sempre importante

Kino Lorber / Everett Collection

di Riccardo Papacci (huffingtonpost.it, 6 luglio 2026)

L’artista deve esporsi politicamente? È possibile separare l’opera dall’artista? È possibile scrivere una poesia dopo Auschwitz? Domande attuali, oggi più che mai.

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