Archivio mensile:Gennaio 2025

The Prince William Effect, nuovo trend di chirurgia estetica

The Prince and Princess of Wales via Instagram

di Alessandra Paudice (vanityfair.it, 10 dicembre 2024)

Fino all’anno scorso eravamo abituati a considerare solo Kate Middleton un’icona di stile. Ma l’assenza dai riflettori della principessa di Galles, a causa della sua malattia, ha spostato l’attenzione su altri membri della famiglia reale inglese, rivalutando personaggi che non erano mai stati presi prima in considerazione. C’è voluto poco perché l’«effetto Kate», che portava all’aumento delle vendite di qualsiasi prodotto beauty o abito alla principessa associato, venisse affiancato da altri fenomeni simili.

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A Melania Trump 40 milioni di dollari per un documentario di Amazon

Ph. Alex Edelman / Afp

(ansa.it, 7 gennaio 2025)

Il regista del franchise Rush Hour e di X-Men: Last Stand, Brett Ratner, girerà un documentario su Melania Trump: è il suo primo progetto dietro la macchina da presa da quando è stato accusato di molestie sessuali al tempo del #MeToo. Gli studi Mgm di Amazon hanno accettato di diffondere il film che uscirà nel 2025 nelle sale e in streaming e che vede Melania nel ruolo di produttore esecutivo al fianco di Fernando Sulichin, che ha condotto in porto Snowden di Oliver Stone e Flag Day di Sean Penn.

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Quattro anni dopo Capitol Hill, la democrazia non sa come difendersi dai tecnoligarchi

Ph. Filippo Attili / LaPresse

di Christian Rocca (linkiesta.it, 7 gennaio 2025)

Quattro anni fa, il 6 gennaio 2021, il presidente degli Stati Uniti uscente, sconfitto ampiamente alle urne, ha istigato un assalto armato e violento alle istituzioni democratiche americane per evitare che il Congresso certificasse il risultato elettorale, dopo aver provato invano a manipolare il conteggio dei voti. Anziché essere processato e condannato, com’è successo alla manovalanza che assalì per suo conto il Congresso, quel presidente defenestrato a furor di popolo l’ha fatta franca.

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Roma: le Stereotipe lanciano la “canzone del Giubileo” col sindaco Gualtieri

Stereotipe via Instagram

(agi.it, 4 gennaio 2025)

Cantieri ovunque, affluenza, code interminabili: il duo romano delle Stereotipe imbraccia la chitarra e scherza sui lavori del Giubileo che attanagliano Roma. E con un featuring d’eccezione: il sindaco Roberto Gualtieri. «Davvero pensavate che non avremmo dedicato al Giubileo nemmeno una canzone? E che canzone. Grazie Sindaco!» commentano le due ragazze postando il video su Instagram.

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Dalle borracce ai peluche, ondata di gadget per il Giubileo

Instagram – Ph. Grzegorz Galazka / Mondadori Portfolio via Getty Images

di Manuela Tulli (ansa.it, 4 gennaio 2025)

Il Giubileo non è ancora cominciato e già è pronta sugli scaffali l’ondata di gadget con il logo dell’Anno Santo dedicato alla Speranza. C’è un po’ di tutto: dalle borracce ai peluche, dai portachiavi agli immancabili rosari. Ma il logo è anche su caffettiere e bottiglie d’olio o vino, per fare un paio di esempi. La mascotte Luce sembra ancora non decollare. E forse non a causa delle polemiche che ci sono state, ma del prezzo: sul sito che si occupa del merchandising viene venduta a 44,90 euro.

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Vannacci ha registrato il marchio del “Mondo al contrario”

(adnkronos.com, 4 gennaio 2025)

La scritta “IL MONDO AL OIRARTNOC” con quest’ultima parola, “contrario”, che si legge da sinistra a destra, il tutto in caratteri maiuscoli su due righe, con accanto un cerchio nero contornato dal colore arancione. È questo il logo depositato alla fine dello scorso novembre dal generale Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega, che ha messo in sicurezza il suo “marchio di fabbrica” contenente la frase che riporta il titolo del suo best seller pubblicato nel 2023.

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I politici della destra americana hanno trovato il modo di vendere ogni tipo di cianfrusaglia

di Monica Coviello (vanityfair.it, 31 dicembre 2024)

La politica americana ha preso una piega inaspettata: non si occupa più solo di leggi e dibattiti, ma anche di prodotti da vendere. Donald Trump, insieme ai suoi alleati, ha trasformato la sua immagine in un marchio globale vendendo tutto, dalle scarpe dorate alle candele, passando per il caffè e la nicotina. E non è il solo.

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Vignetta non pubblicata, disegnatrice del “Washington Post” si dimette

Ann Telnaes

(ilpost.it, 4 gennaio 2025)

Una delle disegnatrici del Washington Post, Ann Telnaes, si è dimessa perché il giornale non ha pubblicato una sua vignetta su Jeff Bezos, tra gli uomini più ricchi del mondo, proprietario di Amazon nonché dello stesso Washington Post. Telnaes, che è una vincitrice del Premio Pulitzer, ha pubblicato sulla sua newsletter personale un bozzetto della vignetta: mostra vari personaggi di spicco delle aziende tecnologiche e dei media statunitensi che s’inginocchiano davanti a Donald Trump.

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Il grottesco fan club “liberale” di Trump e Milei

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 3 gennaio 2025)

Dinanzi alla seconda cerimonia d’insediamento di Donald Trump, unico presidente degli Stati Uniti che negli ultimi centotrent’anni sia stato eletto per un secondo mandato non consecutivo (il solo precedente risale all’Ottocento), una domanda s’impone immediatamente su tutte le altre: per quale motivo, anziché alla Casa Bianca, non si trova in galera? Il fatto che porre una simile domanda possa apparire oggi una battuta provocatoria o addirittura una dimostrazione di estremismo, ostilità preconcetta, accecamento ideologico, la dice lunga su quanto si sia spostato, in questi anni, il confine di ciò che consideriamo accettabile in democrazia.

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