Archivio mensile:Marzo 2026

“La guerra non è un film”: Ben Stiller contro Trump

a cura di Daniela Seclì (fanpage.it, 7 marzo 2026)

Mentre infuria la guerra in Iran, sta suscitando scalpore un video diffuso dal profilo X della Casa Bianca. Il filmato, della durata di 42 secondi, raccoglie spezzoni di film e serie tv intervallati da veri attacchi eseguiti con i droni. Lo scopo, citiamo testualmente, è quello di raccontare “la giustizia all’americana”.

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Il rapper Balen eletto premier in Nepal

Afp – File

di Alessandra Muglia (corriere.it, 9 marzo 2026)

A nemmeno metà dello spoglio, migliaia di nepalesi erano già fuori a festeggiare: per le strade di Kathmandu fin dal primo pomeriggio di ieri era tutto un tintinnio di campane, il simbolo del partito avviato a stravincere le elezioni, a 6 mesi dalle rivolte della Gen Z che hanno portato alla caduta del governo e acceso la speranza del cambiamento.

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Se Paramount compra Warner

Ph. Michele Crowe / Getty Images

(ilpost.it, 27 febbraio 2026)

Fino a poco più di un anno fa David Ellison dirigeva Skydance Media, una società di produzione cinematografica relativamente piccola: produceva film tratti da alcuni franchise di grandi successo, come Mission: Impossible e Star Trek, ma le sue possibilità erano molto lontane da quelle di colossi come Netflix o Disney. Nel giro di pochi mesi, è diventato l’imprenditore più ingombrante e influente di Hollywood.

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La guerra santa di Trump

di Maria Laura Rodotà (lastampa.it, 7 marzo 2026)

Non c’è di meglio, mentre ti accusano di aver stuprato una tredicenne e di averla pure menata, mentre scateni guerre, che mostrare persone di fede mentre pregano per te. Non in chiesa, nello Studio Ovale. Con una classica coreografia cristiana fondamentalista, tanti pastori abbastanza famosi, disposti in cerchio a favore di telecamere, rivolti verso il presidente.

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La guerra di Trump come un videogioco

washingtonpost.com

di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 6 marzo 2026)

La guerra raccontata come un videogioco. Accade sui profili social della Casa Bianca, dove negli ultimi giorni sono comparsi video che alternano immagini reali dei bombardamenti in Iran a sequenze tratte da videogame, montaggi che citano kolossal e personaggi della cultura pop.

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Pikachu versione Maga, Pokémon diffida la Casa Bianca

The White House via Instagram

(ansa.it, 6 marzo 2026)

Pokémon contro Trump: la società giapponese che ha sviluppato il vasto “bestiario” di creature immaginarie al centro di videogiochi, film e carte da collezione ha diffidato la Casa Bianca dall’uso in un meme in stile Make America Great Again del suo ultimo videogioco Pokémon Pokopia con personaggi riconoscibili come Pikachu e Magikarp.

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Trump ha sostituito Kristi Noem con un campione di Mma “spettacolare”

(linkiesta.it, 6 marzo 2026)

Ieri il presidente statunitense Donald Trump ha licenziato Kristi Noem, segretaria al Dipartimento per la Sicurezza interna [Department of Homeland Security]. Al suo posto il senatore repubblicano dell’Oklahoma Markwayne Mullin, 48 anni, ex lottatore di arti marziali miste imbattuto nel circuito professionistico.

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Balen, il rapper che potrebbe diventare primo ministro in Nepal

NurPhoto via Getty Images

di Matteo Suanno (wired.it, 5 marzo 2026)

I suoi comizi, diventati virali in Nepal, assomigliano a videoclip reggaeton. Altro che discussioni su temi, programmi, dialettica. In uno degli ultimi video circolati on line balla sul tettuccio di un pickup, dietro i suoi occhialini dalla lente rettangolare, rigorosamente neri.

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A difendere Dubai ci sono anche gli influencer

Ph. Altaf Qadri / Ap

(ilpost.it, 3 marzo 2026)

Gli attacchi dell’Iran a diversi edifici particolarmente simbolici per il turismo e le opulenze di Dubai hanno provocato sia un certo panico sia diffuse minimizzazioni tra i moltissimi influencer che da anni promuovono e decantano sui social la sicurezza e il benessere della più prestigiosa città degli Emirati Arabi Uniti. Nei giorni scorsi a Dubai sono stati colpiti tra gli altri l’albergo a cinque stelle Fairmont The Palm e il celebre grattacielo Burj Al Arab, oltre ai due aeroporti principali della città, dove sono rimasti bloccati migliaia di stranieri, anche italiani.

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