Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza delle classi dirigenti. Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza di quelli che stanno sui palcoscenici. E le classi dirigenti sono inadeguatissime, e quelli che stanno sui palcoscenici sono inadeguatissimi.
di Saverio Raimondo (ilfoglio.it, 10 febbraio 2026)
Un tempo solo gli artisti, i personaggi pubblici e la gente di spettacolo dovevano fare i conti con il giudizio di critica e pubblico o con la pressione mediatica. Una sonora stroncatura o un’avversa opinione pubblica potevano effettivamente interrompere carriere, o come minimo condizionarle.
Il rapper statunitense Snoop Dogg ha dominato la narrazione olimpica sui social a poche ore dall’inizio dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. Lo abbiamo visto sfilare, in quanto tedoforo, con la torcia olimpica per le strade di Gallarate; giocare a bocce alla Balera dell’Ortica di Milano insieme a Mario Lopez (forse vi ricorderete di lui per il ruolo di Slater nel telefilm – all’epoca si chiamavano così – Bayside School); salire su una macchina Zamboni per rifare il ghiaccio di una pista di pattinaggio; mettersi alla prova con la scopa sulle piste di curling allo Stadio olimpico del ghiaccio.
«Quando sono negli Stati Uniti sono americana, quando sono in Cina sono cinese». Eileen Gu (nota anche col nome cinese Gu Ailing) è una delle atlete più attese alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Sciatrice freestyle, modella, studentessa di Stanford, icona pop, è diventata molto più di una campionessa olimpica.
di Elisabetta Caprotti (vogue.it, 31 gennaio 2026)
Nel febbraio del 1984 il mondo è un pianeta diviso in due dalla Cortina di Ferro e da incubi nucleari. Ronald Reagan ha appena annunciato lo “scudo stellare” e la paura dell’olocausto atomico serpeggia in ogni casa, da Est a Ovest.
Negli ultimi giorni è diventato molto popolare sui social un video in cui il sindaco di New York, Zohran Mamdani, risponde a una serie di domande su quale sia il suo calciatore africano preferito, rivelando una conoscenza insolitamente approfondita (per un politico, e soprattutto per uno statunitense). In realtà Mamdani ha parlato più volte della sua passione per il calcio, e in particolare del suo tifo per l’Arsenal, una nota squadra di Londra, oltre ad aver fatto di questo sport una componente importante delle sue campagne politiche.
Da alcuni giorni è tra i best seller di Amazon Melania: divoratrice di uomini, un romanzo erotico-fantasy pubblicato nel 2018 che racconta Melania Trump come una creatura mostruosa, sessualmente predatoria, costretta a fare i conti con la Casa Bianca e i Servizi Segreti.
Fin dall’inquadratura d’apertura, con l’erba alta a velare i posti in tribuna da milioni di dollari della Levi’s Arena, era chiaro che non eravamo più a Santa Clara. Bad Bunny più che condurre l’halftime show del Super Bowl se l’è portato in viaggio nella sua Porto Rico: si è insinuato danzando tra i campi di canna da zucchero, ha afferrato una piragua, ha costeggiato un gruppetto di abuelos intenti a giocare a domino, fino a sbucare in una fiesta pulsante e febbrile, lanciata su uno dei suoi pezzi più iconici, Yo perreo sola.
Poche opere culturali hanno lasciato tracce indelebili nella formazione di una generazione come Harry Potter ha fatto con i Millennial. L’opera di J.K. Rowling ha funzionato come strumento di educazione per milioni di persone, con effetti verificabili nel comportamento civico e nella partecipazione politica di un’intera generazione.
Lo chiamano «riassetto strategico», ma per il Washington Post è un bagno di sangue. L’editore Jeff Bezos, patron di Amazon, sul podio degli uomini più ricchi del mondo, ha annunciato il taglio di trecento giornalisti su ottocento, un ridimensionamento complessivo della redazione annunciato dal direttore Matt Murray come «doloroso ma necessario».