Archivi tag: celebrity politics

Quando Hollywood alza la voce: i discorsi più politici agli Oscar

Getty Images / iStock

di Monica Coviello (vanityfair.it, 2 marzo 2025)

Dietro la patina dorata di Hollywood, gli Oscar sono sempre stati anche un palcoscenico per le istanze politiche, un riflettore acceso sulle questioni sociali del momento. Dai discorsi appassionati alle scelte di premiazione, l’Academy Awards ha spesso rappresentato un termometro delle tensioni e dei cambiamenti nella società, dimostrando che il cinema è anche una forma di espressione e di protesta.

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Il discorso di Jane Fonda per il Sag Award alla carriera

Reuters

di Kase Wickman (vanityfair.it, 24 febbraio 2025)

Jane Fonda non ha la minima intenzione di smettere di lottare per ciò in cui crede. E la sera di domenica 23 febbraio, mentre ritirava il premio alla carriera ai Sag Award 2025 di Los Angeles, ha esortato Hollywood (e gli spettatori di tutto il mondo) a lottare al suo fianco.

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Bob Marley contro l’oppressore

(ilpost.it, 6 febbraio 2025)

La lista delle persone che in Giamaica hanno ottenuto la carica di eroe nazionale, la più prestigiosa onorificenza del Paese, è molto breve: comprende appena sette nomi, tra cui due ex primi ministri e un predicatore che guidò la rivolta che nel 1831 mise fine alla schiavitù nell’allora colonia britannica. Sorprendentemente, manca il nome che tutti si aspetterebbero di trovare scorrendo l’elenco: quello di Bob Marley, il musicista reggae più famoso e influente di sempre, che nacque il 6 febbraio di ottant’anni fa.

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Lara Trump condurrà uno show su Fox News

Afp via Getty Images

(agi.it, 6 febbraio 2025)

Fox News, il canale più seguito dai conservatori statunitensi, ha assunto la nuora del presidente Donald Trump, Lara, per condurre un nuovo programma serale a partire dal 22 febbraio. A darne notizia, in serata, è stata la stessa Fox, sottolineando come lo show – My View with Lara Trump, in onda il sabato sera dalle 21:00 alle 22:00 – «si focalizzerà sul ritorno del buon senso in tutti gli aspetti della vita americana, in sintonia con un Paese che sta inaugurando una nuova era nel segno del pragmatismo».

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Musk rilancia la propaganda russa: «UsAid pagava milioni alle star»

di Massimo Gaggi (corriere.it, 6 febbraio 2025)

Continua la battaglia su UsAid, l’agenzia che ha fin qui distribuito assistenza umanitaria a 120 Paesi del mondo ed è smantellata dal Doge, il Dipartimento dell’Efficienza di Elon Musk. L’imprenditore di Tesla e SpaceX l’ha definita un’organizzazione criminale piena di marxisti e ieri lui e il presidente Trump (sulla sua piattaforma Truth) hanno ripreso accuse di un uso dei fondi per finanziare centinaia di pubblicazioni (in realtà si tratterebbe degli abbonamenti a testate giornalistiche, ma Trump ha parlato di soldi usati per favorire i democratici) e viaggi in Ucraina di star del cinema per promuovere la causa della lotta contro l’invasione russa.

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Gli highlights del Fire Aid

Ph. Scott Dudelson / Getty Images for Fire Aid

di Ethan Millman e Tomas Mier (rollingstone.it, 31 gennaio 2025)

Fire Aid è stata una lettera d’amore di cinque ore e mezza alla città di Los Angeles, il raduno di una trentina fra le più grandi star degli ultimi cinquant’anni per una catarsi musicale di cui si sentiva il bisogno dopo gli incendi devastanti che hanno colpito la città. Lo show è stato a dir poco ambizioso. Con così tanti artisti concentrati in un solo evento, gli organizzatori hanno allestito il concerto contemporaneamente allo storico Kia Forum e all’Intuit Dome, una struttura più nuova che si trova a un chilometro e mezzo di distanza.

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La notte di “We are the World”

(ilpost.it, 28 gennaio 2025)

Sulla porta degli A&M Studios di Los Angeles il 28 gennaio del 1985 c’era un cartello che invitava a lasciare «l’ego fuori dalla porta». Lo aveva attaccato il leggendario produttore e compositore Quincy Jones in vista di quella che, 40 anni fa, fu una notte memorabile per la storia del pop: quella in cui fu registrata We are the World, una delle canzoni più conosciute di sempre.

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Kimbal Musk a Palazzo Chigi con Stroppa e la moglie di Bocelli

LaPresse

di Francesco Malfetano (lastampa.it, 25 gennaio 2025)

Delle dimissioni di Daniela Santanché attese da Giorgia Meloni anche ieri a Palazzo Chigi non s’è vista traccia. A movimentare la giornata però, a metà pomeriggio, all’ingresso principale su Piazza Colonna si è palesato a Roma un cowboy, con tanto di cappello d’ordinanza. Per di più non uno qualunque. Sotto le falde in feltro c’era infatti Kimbal Musk, fratello minore del multimiliardario Elon.

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La terza vita di Beckham: con il calcio si può cambiare il mondo

Epa

di Giuseppe Bottero (lastampa.it, 21 gennaio 2025)

In campo ha vinto tutto, fuori ha rivoluzionato la moda e un pezzo di cultura pop. Eppure, dice David Beckham, quello di ambasciatore dei bambini per l’Unicef è «uno dei ruoli più importanti della mia vita. Durante la pandemia mi è stato chiesto di essere la voce dei più piccoli, di difendere i loro diritti. Un compito che ho preso seriamente, molto più di tanti altri», racconta il proprietario dell’Inter Miami FC.

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Ivanka Trump abbigliata come Audrey Hepburn al Liberty Ball

Ph. Carlos Barria / Reuters – Paramount / Kobal / Shutterstock

di Alessandra Baldini (ansa.it, 23 gennaio 2025)

Ivanka Trump ne clona l’abito da sera per il Liberty Ball e Audrey Hepburn si rivolta nella tomba? La pensa così Sean Ferrer, per nulla sorpreso, ma anche sconcertato, da quando ha visto la figlia di Donald Trump vestita come sua madre nel film del 1954 Sabrina. La diva di Vacanze romane – ha suggerito Ferrer – sarebbe più vicina alle posizioni della vescova episcopale Mariann Budde, che martedì ha chiesto a Trump «misericordia» per gay e migranti che a quelle del nuovo inquilino della Casa Bianca.

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