Archivi tag: fama

Che cos’hanno in comune i tizi famosi?

Ellen DeGeneres via Twitter

di Mattia Carzaniga (ilpost.it, 29 giugno 2025)

L’ultimo è stato un attore di seconda fascia sulla spiaggia di un’isola, all’inizio della scorsa estate. Lui si faceva gli affari suoi, è stato il fidanzato a incrociare i nostri occhi, a un certo punto, e a fissarci come per dire: so che voi sapete che io sto con quello famoso.

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La parabola drammatica del “piccolo Arnold”: la vera storia di Gary Coleman

di Rita Celi (repubblica.it, 23 settembre 2025)

Il suo nome era Gary Coleman ma per tutti era Arnold Jackson, l’indimenticabile bambino protagonista della sit-com degli anni Ottanta Il mio amico Arnold. La serie (il cui titolo originale era Diff’rent strokes) tenne incollati alla tv gli spettatori di mezzo mondo dal 1978 al 1986 e in Italia arrivò nel 1980 col titolo Harlem contro Manhattan, diventato poi Il mio amico Arnold.

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Cos’è diventata “Bella ciao” nel mondo

Ph. Lindsey Wasson / Ap

(ilpost.it, 13 settembre 2025)

Gli investigatori hanno trovato su una delle cartucce non sparate dall’attentatore che ha ucciso Charlie Kirk la frase «Oh bella ciao, bella ciao», in Italiano. È l’ennesima dimostrazione di come negli anni questa canzone sia diventata molto nota all’estero, e non solo negli Stati Uniti, sia come simbolo antisistema e di protesta, sia con un’accezione slegata dall’originale tradizione partigiana italiana.

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La religione della fama che nutre la fama

LaPresse

di Guia Soncini (linkiesta.it, 2 settembre 2025)

Scusate se anche oggi, come non dico ogni giorno ma ogni settimana più volte a settimana, sono qui a comunicarvi che state mancando il punto, ma: anche nello scandaletto con cui vi siete baloccati negli ultimi giorni d’agosto, anche nel commentare quello avete mancato il punto. È infatti accaduto che un tennista polacco che non avevo mai sentito nominare e che mi sembra impossibile da scrivere senza refusi, Kamil Majchrzak, sia dopo una partita agli US Open andato verso gli spalti, abbia firmato autografi con la poca attenzione con cui i famosi accondiscendono alla disperazione di chi chiede autografi, mentre firmava abbia visto davanti a sé un bambino, si sia tolto dalla testa il cappellino e gliel’abbia allungato.

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La nuova criptovaluta di Kanye West sembra la solita truffa

Ph. Matthias Nareyek / Getty Images

di Joel Khalili (wired.it, 22 agosto 2025)

Kanye West, il rapper statunitense che ora si fa chiamare Ye, sembra aver lanciato la sua criptovaluta, Yzy, scatenando un’ondata di scambi. Non più tardi dello scorso febbraio, West si era detto fermamente contrario all’idea. «Non lancerò una moneta», aveva scritto in un post poi cancellato su X. «Le monete sono un modo per fregare i fan con l’hype».

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Gli attori, pagati per far le facce (non per spiegarci il mondo)

Ph. Filip Urban / Unsplash

di Guia Soncini (linkiesta.it, 9 agosto 2025)

La notizia, che non sarebbe una notizia neppure nel giorno in cui non fosse successo veramente niente di niente, è che un’attrice piuttosto gnocca si dichiara repubblicana. Non nel senso di La Malfa, nel senso di Trump.

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L’incredibile successo della fanfiction politica generata con l’AI

ViVo Tunes

di Gabriele Niola (wired.it, 13 giugno 2025)

Una delle conseguenze meno prevedibili dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale generativa è il successo della fanfiction politica. Non si tratta di fake news usate per screditare figure politiche, almeno non inizialmente e non primariamente, ma di contenuti spesso dichiaratamente creati con l’AI e altrettante volte dichiaratamente di finzione attraverso disclaimer, il cui obiettivo primario è monetizzare contenuti prodotti rapidamente sfruttando il risalto di certi nomi e l’inclinazione delle persone a infervorarsi per la politica.

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La maledizione della fama

Pexels

di Guia Soncini (linkiesta.it, 26 maggio 2025)

Di recente sono stata in giro per una città italiana con un gruppo di persone tra le quali c’era un tizio che, di mestiere, compare alla tv inglese. La tv è un mezzo del secolo scorso, e perlopiù (con l’eccezione d’una minoranza di prodotti) è un mezzo a fama controllata: ti conoscono nel posto in cui quel programma va in onda.

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Fateli voi dei film così belli in Iran

Ph. Joel C Ryan / Invision – Ap

(ilpost.it, 23 maggio 2025)

Da circa quindici anni l’Iran è il Paese in cui è più rischioso in assoluto fare film. Dal 2009, infatti, il regime persegue i registi che non rispettano le numerose regole imposte dalla censura nazionale. In questi anni il cinema iraniano clandestino è diventato uno tra i più vitali e premiati del mondo, anche se ai suoi registi più apprezzati è spesso vietato lasciare il Paese e in alcuni casi gli viene vietato girare film che, comunque, non vengono distribuiti in patria.

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Il palcoscenico dei famosi

Ph. Michael Mora / Unsplash

di Guia Soncini (linkiesta.it, 16 maggio 2025)

Uno spettacolo è ambientato nel 1747, quando ci fu davvero l’incontro da cui prende spunto, tra Bach e Federico il Grande; l’altro in un’epoca imprecisata in cui un imprecisato re d’Inghilterra viene ucciso e il figlio scemo deve ereditare il trono. Uno è scritto da un signore di ottant’anni, l’altro da un trentacinquenne che, nella foto sul suo sito, ha mezza testa rasata e mezza coi capelli lunghi, e a me viene subito in mente Logan Roy: I love you, but you’re not serious people.

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