Archivi tag: Striscia di Gaza

“We will dance again” e il linciaggio social di Boy George

boygeorgeandcultureclub.net

di Maurizio Stefanini (ilfoglio.it, 28 luglio 2026)

«Tu dici genocidio, io dico guerra». Così inizia la canzone a tempo di pop-reggae che Boy George ha dedicato alle vittime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre: che è intitolata We will dance again, come la frase che è stata usata dagli israeliani per esprimere speranza e solidarietà in seguito alla strage ed è stata anche il titolo di un acclamato documentario sull’evento; e che nel video è riportata in Ebraico.

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L’amicizia tra Infantino e Trump

Ph. Alex Grimm / Getty Images

di Daniele Fiori (ilfattoquotidiano.it, 6 luglio 2026)

La telefonata di Donald Trump a Gianni Infantino, poi la decisione della Fifa di cancellare la squalifica di Folarin Balogun a poche ore dall’ottavo di finale contro il Belgio. Una scelta senza precedenti nella storia dei Mondiali.

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«La realtà è in vendita»: intervista a Mark Ruffalo

Ph. Alexi Lubomirski / Variety

di Federico Pontiggia (ilfattoquotidiano.it, 15 luglio 2026)

Mark Ruffalo, quali pericoli ravvisa nell’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount?

«Moltissimi. C’è l’inevitabile impatto umano della fusione: centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il mondo rischiano il posto. Oltre ai rischi tipici delle concentrazioni di questa portata – appunto, licenziamenti di massa, tagli alla spesa produttiva, minore scelta per i consumatori – l’operazione rappresenta una minaccia reale per la democrazia, e non solo negli Stati Uniti. Consegneremo a miliardari che non hanno mai nascosto l’intenzione di usare tali risorse per promuovere le proprie narrazioni politiche la possibilità di farlo su scala globale».

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“La pace suona qui”: musica contro le guerre

Agi

di Stefano Benfenati (agi.it, 11 giugno 2026)

Il suono della musica può sovrastare il rumore delle bombe. Ne sono convinti AssoConcerti e Medici Senza Frontiere (Msf), promotori di “La pace suona qui”, il video-manifesto che sarà proiettato sui maxischermi prima dell’inizio dei prossimi grandi eventi musicali estivi.

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Massimiliano Gallo sugli artisti e la politica: «Prima si esponevano»

Ph. Alfonso Romano / Ago Press

di Mirella Armiero (napoli.corriere.it, 7 giugno 2026)

«In Italia i personaggi della cultura e dello spettacolo un tempo non temevano di compiere atti politici. A cominciare da Eduardo, ma penso anche a Pasolini, Fo, Gaber. Oggi abbiamo paura di farlo, abbiamo paura di parlare. Siamo una categoria latente e assente, interessati solo al lieto fine e ai salotti».

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Il Board of Peace è senza soldi

Ph. Mark Schiefelbein / Ap

(ilpost.it, 28 maggio 2026)

Il fondo con cui il “Consiglio di Pace” voluto da Donald Trump dovrebbe finanziare la ricostruzione della Striscia di Gaza è rimasto praticamente vuoto. Il Consiglio di Pace è l’organo che in teoria dovrebbe gestire la transizione a Gaza, ma è soprattutto uno strumento d’influenza per Trump: hanno aderito una ventina di leader, spesso autoritari e accomunati dal desiderio di compiacerlo.

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Cannes 2026: Bardem contro Trump, Putin e Netanyahu

Ph. Olivier Chassignole / Afp

di Francesca Pierleoni (ansa.it, 17 maggio 2026)

L’essere padri assenti, che abbandonano chi amano, magari per inseguire successo e potere, «credo che derivi dalle origini di quella che viene definita mascolinità tossica, ovvero dall’educazione, dalla cattiva educazione che abbiamo ricevuto per secoli, e di cui anch’io faccio parte».

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Francesca Albanese, da Gaza a “Vogue”

Ph. Antoine Doyen / British Vogue

di Fabrizio Roncone (roma.corriere.it, 3 maggio 2026)

Continua la fantasmagorica avventura mediatica e politica, soprattutto politica, di Francesca Albanese. Il primo maggio era sul palco di Taranto, dove ha giustificato la sua presenza spiegando, dettaglio sfuggito a tutti, che Taranto è una piccola Palestina, e che i bambini tarantini paiono sacrificabili come quelli di Gaza.

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La guerra di Trump come un videogioco

washingtonpost.com

di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 6 marzo 2026)

La guerra raccontata come un videogioco. Accade sui profili social della Casa Bianca, dove negli ultimi giorni sono comparsi video che alternano immagini reali dei bombardamenti in Iran a sequenze tratte da videogame, montaggi che citano kolossal e personaggi della cultura pop.

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Berlinale 2026: il controllo della politica sull’arte e la libertà di parola

Berlinale

di Cristina Piccino (ilmanifesto.it, 26 febbraio 2026)

Chi aveva già annunciato, come diversi media tedeschi, Bild in testa, il suo licenziamento, sarà rimasto deluso. Per ora Tricia Tuttle rimane alla direzione della Berlinale, anche se dopo la riunione di crisi del consiglio di sorveglianza della Kbb GmbH presso la Cancelleria federale, chiesta dal ministro della Cultura Wolfram Weimer, a quanto comunicato dal portavoce dello stesso «i colloqui sull’orientamento della Berlinale proseguiranno nei prossimi giorni».

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