Archivi tag: campagna elettorale

L’era dei venditori di pentole

Doom Entertainment

di Guia Soncini (linkiesta.it, 19 marzo 2026)

La mia riflessione sull’annoso tema «La Meloni non parla coi giornali e poi va ai podcast della gente tatuataaaa» non partirà da Joe Rogan (poi ci arriviamo), non partirà da Call her daddy (poi ci passiamo), non partirà neppure da Vladimir (poi arriviamo anche a quello). La mia riflessione partirà da un pezzettino di tv di domenica scorsa, su Rai 1.

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Pete Hegseth da “redento” della Fox a bersaglio della satira

Ph. Brendan Smialowski / Afp via Getty Images

di Michele Farina (corriere.it, 8 marzo 2026)

«Uccidiamoli tutti»: per Colin Jost, il Crozza americano che conduce il Saturday Night Live, Pete Hegseth è la caricatura preferita. Il segretario alla Difesa, anzi alla Guerra, anzi alle «Operation Kill Everybody». Jost lo battezzò così in tv a dicembre, quando le forze Usa uccisero a sangue freddo dei naufraghi aggrappati a un motoscafo di narcos.

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Balen, il rapper che potrebbe diventare primo ministro in Nepal

NurPhoto via Getty Images

di Matteo Suanno (wired.it, 5 marzo 2026)

I suoi comizi, diventati virali in Nepal, assomigliano a videoclip reggaeton. Altro che discussioni su temi, programmi, dialettica. In uno degli ultimi video circolati on line balla sul tettuccio di un pickup, dietro i suoi occhialini dalla lente rettangolare, rigorosamente neri.

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Zohran Mamdani parla tanto di calcio

Ph. Heather Khalifa / Bloomberg

di Valerio Moggia (ilpost.it, 22 gennaio 2026)

Negli ultimi giorni è diventato molto popolare sui social un video in cui il sindaco di New York, Zohran Mamdani, risponde a una serie di domande su quale sia il suo calciatore africano preferito, rivelando una conoscenza insolitamente approfondita (per un politico, e soprattutto per uno statunitense). In realtà Mamdani ha parlato più volte della sua passione per il calcio, e in particolare del suo tifo per l’Arsenal, una nota squadra di Londra, oltre ad aver fatto di questo sport una componente importante delle sue campagne politiche.

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ChatGpt può cambiare l’opinione di un elettore su quattro

Ph. Marcel Krijgsman / Epa – Ansa

di Ivan Miralli (corriere.it, 10 dicembre 2025)

ChatGpt, come avrebbe detto Dante Alighieri, “tutto move”: in un certo senso, il popolare chatbot lanciato da OpenAI ormai più di tre anni fa ha riscosso talmente tanto successo e adesioni da arrivare a influenzare, in maniera più o meno implicita, il pensiero critico di milioni e milioni (se non miliardi) di persone.

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Tu Zohran, io demure: la nuova first lady di New York

Ph. Olga Fedorova / Ap

di Giulio Silvano (ilfoglio.it, 16 novembre 2025)

“Very demure, very mindful” si diceva sui social l’estate scorsa in contrapposizione alla Brat Summer che tanto aveva scortato l’hype della candidata Kamala Harris, catapultata all’ultimo. Compostezza, modestia, una forma di eleganza sobria e riflessiva, opposta quindi al grido libero, alla risata sguaiata, alle baracconate trap e brat.

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Il surreale lancio della campagna di Sangiuliano per le regionali

Gennaro Sangiuliano via Instagram

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 6 novembre 2025)

Quello che caratterizza davvero l’epoca in cui viviamo non è tanto la frammentazione delle nostre diverse, opposte e sempre più inconciliabili concezioni della verità, quanto la decomposizione, se così posso dire, della stessa comune percezione della realtà, il collasso di qualunque criterio condiviso ne consenta l’interpretazione e la comunicazione in modo sensato.

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Zohran Mamdani: la madre regista, il passato da rapper

Reuters

di Manuela D’Alessandro (agi.it, 5 novembre 2025)

Da politico locale praticamente sconosciuto a primo sindaco musulmano di New York. Zohran Mamdani, 34 anni, proveniente da una famiglia di intellettuali della diaspora indiana e classificato a sinistra del Partito Democratico, si è imposto in pochi mesi nel panorama politico americano.

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Dissingplomacy, la degenerazione della diplomazia nell’era dei social

Ph. Brendan Smialowski / Getty Images

di Giovanni Cortesi (linkiesta.it, 10 settembre 2025)

C’era una volta una nobile arte, una fra le più raffinate e aristocratiche: quella di risolvere pacificamente le controversie internazionali attraverso dialogo, incontri cerimoniosi ed etichette impeccabili. Il suo nome era diplomazia. “C’era una volta”, perché ora quell’arte sembra morta e sepolta.

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Charlie Kirk era molto importante per Trump

Ph. Al Drago / Getty Images

di Mattia Carzaniga (ilpost.it, 11 settembre 2025)

Charlie Kirk, l’attivista e podcaster statunitense ucciso mercoledì [10 settembre] durante un incontro pubblico in un’università dello Utah, era uno dei più importanti alleati politici del presidente Donald Trump. Con la sua organizzazione Turning Point Usa – fondata nel 2012, quando aveva appena 18 anni –, Kirk era diventato di fatto il leader dell’ala giovanile del movimento Maga, e con il suo podcast e i suoi contenuti sui social era riuscito a trasformare i media di destra negli Stati Uniti, acquisendo una grande influenza.

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