Archivi tag: Make America Great Again (Maga)

La strana svolta Maga di Nicki Minaj

Ph. Win McNamee / Getty Images

di Anna Zucca (vanityfair.it, 29 gennaio 2026)

Da simbolo di empowerment al suo opposto, la caduta di Nicki Minaj nel mondo Maga è ormai inarrestabile. Il che suona strano a molti, soprattutto considerando che appena cinque anni fa, nel 2020, la rapper aveva duramente criticato le politiche anti-immigrazione di Donald Trump.

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La protesta non passa più da Hollywood ma dal country su TikTok

Ph. Christopher Polk

di Benedetta Grasso (linkiesta.it, 15 gennaio 2026)

Per chi era più o meno giovane nel marzo del 2003, ci fu una sorta di momento di spaccatura nella musica country americana, quando le Dixie Chicks (ora Chicks) criticarono apertamente la scelta di George W. Bush di dichiarare la guerra. Lontani erano i tempi di Pete Seeger, Phil Ochs o ovviamente Bob Dylan, che è emblematico nell’eludere definizioni.

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Un caso clinico

Unsplash

di Christian Rocca (linkiesta.it, 25 gennaio 2026)

La Gestapo personale di Donald Trump ha ucciso a Minneapolis un altro cittadino americano, Alex Pretti, un infermiere bianco e patriottico di 37 anni che stava filmando l’ennesimo rastrellamento di potenziali immigrati clandestini. È stata un’esecuzione.

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Il gruppo di influencer trumpiani che vuole normalizzare il nazismo in America

Ap / LaPresse

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 27 gennaio 2026)

Nell’America che spara ai suoi cittadini è in atto un tentativo di normalizzazione del nazismo. Non si tratta di reductio ad Hitlerum, quella per la quale è nazismo qualsiasi cosa più a destra di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, ma di un fenomeno che da tempo ha preso piede nella società statunitense.

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Make America Hallucinate Again: la grande promessa dell’ibogaina

Ph. Eugene Mymrin / Getty Images

di Massimo Basile (repubblica.it, 28 dicembre 2025)

Per metà del secondo Novecento, gli psichedelici sono stati il passaporto culturale della controcultura: era il linguaggio chimico della sinistra radicale, i pacifisti e gli scettici del capitalismo. Poi arrivò il 6 gennaio 2021, la rivolta di Capitol Hill della base Maga.

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Lo “sciamano” del 6 gennaio si dà alla politica e rompe con Trump

Ph. Dario Lopez-Mills / Ap

(ansa.it, 6 gennaio 2026)

Jake Angeli, diventato uno dei simboli dell’assalto a Capitol Hill per le foto in cui compare con il volto dipinto di rosso, bianco e blu e un copricapo di pelliccia con corna di bisonte nere, ha annunciato l’intenzione di candidarsi a governatore dell’Arizona. E si è trasformato in un duro critico del presidente Usa.

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Live from Mar-a-Lago: lo Stato trasferito in un resort

Ph. Nicole Combea / Pool via Cnp

di Michele Mezza (huffingtonpost.it, 4 gennaio 2026)

La storia si fa nei resort. Da Sharm el-Sheikh, dove furono firmati gli accordi per una pace che non c’è a Gaza, ai saloni di Mar-a-Lago in Florida, da dove è stata monitorata l’irruzione americana a Caracas. Le sedi istituzionali sono il passato.

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Netflix dovrà sudare per avere Warner

LaPresse

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 10 dicembre 2025)

Quel twittarolo compulsivo di Elon Musk conosce bene – ci piaccia o no – come vanno le cose nell’America di oggi. Dato per fatto dall’universo mondo il merger di Netflix su Warner Bros, già venerdì aveva risposto con due emoji raffiguranti popcorn a un post di Culture Crave in cui si ventilava un’offerta al rialzo, stavolta ostile, di Paramount Skydance.

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I Mondiali 2026, Fifa e arena del trumpismo

Ap Photo

di Giulia Belardelli (huffingtonpost.it, 5 dicembre 2025)

I Mondiali del 2026 saranno lo specchio di Donald Trump: mastodontici, autocelebrativi, divisivi. La cerimonia per il sorteggio della fase a gironi offre un assaggio: dall’apertura affidata al Nessun dorma di Andrea Bocelli (uno dei preferiti del presidente) alla chiusura con i Village People (con il loro Y.M.C.A., diventato inno Maga), passando per il conferimento di un premio (Fifa Peace Prize – Football Unites the World) inventato apposta per lui, per lenire la delusione del mancato Nobel per la Pace.

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Dal Lincoln Bathroom al Kennedy Center, l’architetto Trump è inarrestabile

Donald Trump via Truth

di Massimo Basile (agi.it, 1° novembre 2025)

Dopo aver cancellato il Giardino delle Rose, sostituito il prato con un pavimento duro, coperto d’oro lo Studio Ovale e fatto demolire l’intera Ala Est della Casa Bianca, Donald Trump è passato al Lincoln Bathroom, il bagno presidenziale, uno degli angoli storici della residenza. In una serie di foto pubblicate su Truth, Trump ha mostrato la ristrutturazione.

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