Archivi tag: social media

Charlie Kirk era molto importante per Trump

Ph. Al Drago / Getty Images

di Mattia Carzaniga (ilpost.it, 11 settembre 2025)

Charlie Kirk, l’attivista e podcaster statunitense ucciso mercoledì [10 settembre] durante un incontro pubblico in un’università dello Utah, era uno dei più importanti alleati politici del presidente Donald Trump. Con la sua organizzazione Turning Point Usa – fondata nel 2012, quando aveva appena 18 anni –, Kirk era diventato di fatto il leader dell’ala giovanile del movimento Maga, e con il suo podcast e i suoi contenuti sui social era riuscito a trasformare i media di destra negli Stati Uniti, acquisendo una grande influenza.

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Sta cambiando la musica per Viktor Orbán

Ph. Mario Skraban / Getty Images

(ilpost.it, 25 agosto 2025)

Quest’estate ai concerti e ai festival musicali in Ungheria è diventato sempre più comune sentir partire dal pubblico un coro contro il primo ministro Viktor Orbán. Fa così: “Mocskos Fidesz, Mocskos Fidesz!”. Mocskos significa “sporco”, con un’accezione negativa più vicina a “lurido”, e Fidesz è il nome del partito sovranista di Orbán.

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La nuova criptovaluta di Kanye West sembra la solita truffa

Ph. Matthias Nareyek / Getty Images

di Joel Khalili (wired.it, 22 agosto 2025)

Kanye West, il rapper statunitense che ora si fa chiamare Ye, sembra aver lanciato la sua criptovaluta, Yzy, scatenando un’ondata di scambi. Non più tardi dello scorso febbraio, West si era detto fermamente contrario all’idea. «Non lancerò una moneta», aveva scritto in un post poi cancellato su X. «Le monete sono un modo per fregare i fan con l’hype».

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I grandi dibattiti di Internet non sono grandi e non sono dibattiti

Ph. Yuki Iwamura / Ap

(ilpost.it, 5 agosto 2025)

Una campagna pubblicitaria dell’azienda di jeans American Eagle con l’attrice Sydney Sweeney è diventata nei giorni scorsi un esempio molto chiaro e citato di un fenomeno sempre più frequente su Internet. Uno spunto qualsiasi, anche un fatto marginale, può diventare argomento di un dibattito enorme, pretestuoso e con posizioni assurde perché, in pratica, trasformarlo in un contenuto divisivo è nell’interesse di diverse parti contrapposte o coinvolte in quel dibattito: piattaforme, aziende, utenti dei social media, influencer, media tradizionali, politici.

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Il Parlamento francese su TikTok

TikTok

(ilpost.it, 13 agosto 2025)

Girando su TikTok e Instagram capita d’imbattersi in video che mostrano spezzoni di discorsi fatti da politici in Parlamento: durano circa un minuto e affrontano diversi temi con parole molto semplici, sono sottotitolati, possono includere una musica drammatica e spesso sono pubblicati dalla persona che ha pronunciato quel discorso, o dall’account del partito cui appartiene. È una pratica che esiste in vari Paesi, inclusa l’Italia.

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Make America Super Again: guardare “The Boys” per capire l’America di Trump

Amazon Prime Video

di Pietro Salvatori (huffingtonpost.it, 17 agosto 2025)

[…] Ho iniziato a vedere The Boys nel 2020. Non sono il tipo che ama i film sui supereroi, alla The Avengers e dintorni per capirci. Però per l’ennesima volta Amazon Prime mi accoglieva con un bannerone in apertura di app sull’ultima formidabile produzione interna, e ho ceduto alle leggi del marketing.

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Gli effetti di un video di bombardamenti tra una ricetta e un balletto

TikTok

(ilpost.it, 26 giugno 2025)

«Il prezzo dell’eterna vigilanza è l’indifferenza». Il sociologo canadese Marshall McLuhan, uno dei più influenti pensatori del Novecento, utilizzò questa frase nel 1964 a proposito della Guerra Fredda, per descrivere una reazione umana inevitabile quando la minaccia di attacchi reciproci tra Paesi dotati di armi nucleari diventa perenne.

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Come mai Gramsci piace ai trumpiani

Ph. Giuseppe Lami / Ansa

(ilpost.it, 5 maggio 2025)

Uno degli attivisti conservatori più influenti negli Stati Uniti ha quarant’anni e si chiama Christopher Rufo. Da anni sostiene, in libri e interviste varie, che le correnti di estrema sinistra interne al Partito Democratico abbiano preso il controllo delle istituzioni americane.

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Attivismo in t-shirt

Willy Chavarria

di Paola Palazzo (linkiesta.it, 5 aprile 2025)

Prima che i social media diventassero piazze virtuali in cui condividere opinioni, proteste e dichiarazioni d’intenti, era il cotone a farsi portavoce dei manifesti più dissonanti. Le celebrity, spesso sotto assedio mediatico, trovavano nelle t-shirt stampate un canale diretto, immediato e visivo per rispondere ai gossip e rivendicare il proprio punto di vista.

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“Adolescence” nelle scuole, la decisione di Starmer

Netfilix

(adnkronos.com, 1° aprile 2025)

«Abbiamo guardato Adolescence con i nostri figli di 16 anni e 14 anni, e devo dire che mi ha colpito duramente». Anche Keir Starmer entra nel dibattito ormai globale che sta suscitando la serie di Netfilix, che racconta in quattro puntate, ognuna delle quali un unico piano sequenza, di un 13nne accusato di aver ucciso a coltellate una compagna di classe.

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