Archivi tag: democrazia

Trump e Trump, sempre e fortissimamente Trump

Unsplash

di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 18 giugno 2025)

L’estate sta iniziando ma la democrazia liberale sta finendo. Le destre nazional-populiste-conservatrici sono l’infezione che avvicina la fine ma gli anticorpi del paziente si erano già debilitati ben prima dell’apparizione dei barbari, e i bacilli sono entrati nell’organismo. Eppure, ci sono ancora medici che diagnosticano un malato sì, un po’ affaticato, ma tutto sommato in buona salute.

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Tecno-fascismo. Come la rivoluzione digitale demolisce la democrazia

Ph. Kadir Celep / Unsplash

di Andrea Cangini (huffingtonpost.it, 19 maggio 2025)

Semplificando, la si potrebbe mettere come segue. La macchina a vapore ha dato vita alla rivoluzione industriale, che ha dato vita alla classe operaia, che ha dato vita all’ideale socialista… con tutto quello che ne è seguito. Il motore a scoppio ha dato vita al movimento futurista, che ha dato nuova vita al nazionalismo, che ha dato vita al regime fascista… con tutto quello che ne è seguito.

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Benvenuti nell’era del tecno-potere

LaPresse

(linkiesta.it, 15 maggio 2025)

Il potere, una volta concentrato, non conosce barriere: travalica la linea che separa lo Stato dall’impresa, la politica dal mercato. Che nasca in una cancelleria governativa o in una sala riunioni della Silicon Valley, segue la stessa dinamica: impone, controlla, decide. Oggi, nel cuore del sistema politico più potente del mondo, è in atto un esperimento pericoloso e senza precedenti.

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Star Wars Day 2025: Trump-Jedi impugna la spada laser dei Sith

di Matteo Persivale (corriere.it, 5 maggio 2025)

«Guerre stellari, in realtà, parlava della guerra del Vietnam. In quel periodo Nixon si stava candidando per un secondo mandato, e la cosa mi portò a riflettere sul modo in cui le democrazie si trasformano in dittature». George Lucas, nel 2005, in un’intervista con il Chicago Tribune, chiuse ogni discussione dopo decenni di ipotesi di critici, studiosi, semplici fan.

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L’era oscura della disinformazione generativa

Ph. Dhaval Parmar / Unsplash

di Danilo Broggi (linkiesta.it, 14 gennaio 2025)

«Conosceva mille volte meglio di Winston le condizioni del mondo, il degrado in cui vivevano le masse, le menzogne e le atrocità con le quali il Partito le teneva in quello stato». Così George Orwell, nel suo libro 1984 presenta O’Brien, membro del Partito che detiene il potere, ambigua figura autoritaria e manipolatrice che svolge un ruolo cruciale nella vita del protagonista Winston Smith. Il visionario Orwell nel suo libro, pubblicato nel 1949, ci racconta del maestoso edificio a forma di piramide, sede del ministero della Verità, alto trecento metri e con tremila stanze, risplendente di cemento bianco scintillante.

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Quattro anni dopo Capitol Hill, la democrazia non sa come difendersi dai tecnoligarchi

Ph. Filippo Attili / LaPresse

di Christian Rocca (linkiesta.it, 7 gennaio 2025)

Quattro anni fa, il 6 gennaio 2021, il presidente degli Stati Uniti uscente, sconfitto ampiamente alle urne, ha istigato un assalto armato e violento alle istituzioni democratiche americane per evitare che il Congresso certificasse il risultato elettorale, dopo aver provato invano a manipolare il conteggio dei voti. Anziché essere processato e condannato, com’è successo alla manovalanza che assalì per suo conto il Congresso, quel presidente defenestrato a furor di popolo l’ha fatta franca.

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Il grottesco fan club “liberale” di Trump e Milei

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 3 gennaio 2025)

Dinanzi alla seconda cerimonia d’insediamento di Donald Trump, unico presidente degli Stati Uniti che negli ultimi centotrent’anni sia stato eletto per un secondo mandato non consecutivo (il solo precedente risale all’Ottocento), una domanda s’impone immediatamente su tutte le altre: per quale motivo, anziché alla Casa Bianca, non si trova in galera? Il fatto che porre una simile domanda possa apparire oggi una battuta provocatoria o addirittura una dimostrazione di estremismo, ostilità preconcetta, accecamento ideologico, la dice lunga su quanto si sia spostato, in questi anni, il confine di ciò che consideriamo accettabile in democrazia.

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Lo strapotere del Web: prima, dopo e oltre Musk

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di Andrea Cangini (huffingtonpost.it, 30 dicembre 2024)

Par di capire che lo shock sia stato grande. Fino a quando i Giganti del Web hanno presidiato e protetto gli accampamenti liberal, rilanciandone i valori professati ed esaltandone la cultura dichiarata, nessuna questione è stata posta. Si è messa generosamente da parte la legislazione Antitrust, fino ad allora considerata, evidentemente a torto, un tutt’uno imprescindibile con la cultura giuridica nordamericana. Si è sfruttata a proprio vantaggio la distorsione del dibattito pubblico determinata dai social network.

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Il dibattito sul potere dei giornali dopo la vittoria di Trump

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(ilpost.it, 14 novembre 2024)

L’ultima campagna elettorale statunitense e la rielezione alla presidenza di Donald Trump hanno aperto un dibattito nei media americani intorno al fatto che il cosiddetto “potere del giornalismo” non esista più, o almeno sia molto diminuito. Le testate tradizionali, dai grandi quotidiani alle riviste più autorevoli alle maggiori televisioni, avevano tenuto in grande maggioranza posizioni critiche contro Trump o di vera opposizione.

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