Archivi tag: censura

Con Trump e Putin torna la condanna psichiatrica

wine_bibble via Instagram

di Gilberto Corbellini (huffingtonpost.it, 14 febbraio 2026)

Alcuni intellettuali, comodamente accampati negli studi televisivi e negli spazi pubblici ben riscaldati, argomentano in piena libertà (senza censure politiche) che le responsabilità dell’Occidente e della Nato nella guerra tra Russia e Ucraina non sarebbero inferiori a quelle di Vladimir Putin e che, in realtà, quest’ultimo vorrebbe la pace più seriamente dei leader occidentali.

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Stretta su Telegram: il Cremlino spinge verso l’app statale Max

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di Lucia Bellinello (wired.it, 19 febbraio 2026)

«La Russia sta limitando l’accesso a Telegram nel tentativo di costringere i propri cittadini a passare all’app Max, controllata dallo Stato e creata per la sorveglianza e la censura politica». Con questo post, pubblicato il 10 febbraio, il fondatore di Telegram Pavel Durov ha denunciato pubblicamente le restrizioni adottate dalle autorità russe contro una delle piattaforme di messaggistica più usate nella Federazione Russa.

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Trump contro Ue: il nuovo squarcio atlantico è sul digitale

freedom.gov

di Angela Mauro (huffingtonpost.it, 19 febbraio 2026)

Il 14 febbraio scorso, a Monaco, Marco Rubio ha sottolineato i legami degli Usa con l’Europa, senza arretrare sulla cultura Maga, strumento di battaglia anche anti-europeo per l’amministrazione Trump. Poco dopo, il Segretario di Stato americano volava in Ungheria a fare campagna elettorale per il sovranista Viktor Orbán, il nemico interno delle istituzioni di Bruxelles.

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La Russia di Putin trasforma una canzone dei Queen in un reato politico

di Chiara Squarcione (linkiesta.it, 2 febbraio 2026)

C’è qualcosa di profondamente rivelatore – e insieme tragicamente grottesco – nella decisione di un tribunale russo di qualificare come «propaganda Lgbt» una fotografia dei Queen durante le riprese del videoclip di I want to break free. Non si tratta soltanto di un abuso giudiziario, né di uno dei tanti eccessi censori: è il ritratto fedele di un sistema politico che ha bisogno di reprimere la libertà, anche simbolica, per sopravvivere.

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Il nuovo dizionario di Stato riscrive la lingua russa

Gce via Wikimedia Commons

di Leila Belhadj Mohamed (wired.it, 10 gennaio 2026)

La lingua russa è tornata a essere una questione di Stato. Lo dimostra la recente pubblicazione del nuovo Dizionario esplicativo della lingua russa di Stato: un manuale ufficiale, redatto dall’Università Statale di San Pietroburgo con il coinvolgimento della Chiesa ortodossa russa e sotto la supervisione del Ministero della Giustizia, inserito per decreto nell’elenco dei manuali e delle grammatiche che definiscono le norme della lingua letteraria russa moderna.

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Splinternet: la Rete sta andando in pezzi

Ph. Mohammadali Najib / Middle East Images – Afp via Getty Images

di Andrea Daniele Signorelli (wired.it, 16 gennaio 2026)

Lo shutdown di Internet, il buio digitale sull’Iran, è calato l’8 gennaio, nel corso dell’undicesimo giorno di proteste e mentre le manifestazioni si facevano sempre più diffuse e duramente represse nel sangue. Nel giro di poche ore, i collegamenti alla Rete sono crollati del 98%, tagliando fuori decine di milioni di persone e impedendo quasi ogni forma di comunicazione, sia all’interno dell’Iran, sia tra l’Iran e il resto del mondo.

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La democrazia che non sa dire di no

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di Angelo Argento (linkiesta.it, 30 dicembre 2025)

C’è un paradosso che attraversa il nostro tempo come una crepa silenziosa: la democrazia non è più sotto attacco solo dall’esterno, ma rischia di implodere dall’interno. Non per un colpo di Stato, non per i carri armati nelle piazze, ma per l’uso distorto delle sue stesse libertà.

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Quando arrestarono Ugo Tognazzi, capo delle Brigate Rosse

Ph. Sandy Millar / Unsplash

di Mario Canale – Giovanna Caronia – Angelo Pasquini* (linkiesta.it, 9 agosto 2025)

Nel maggio del 1979 facemmo una strana gita serale ai Castelli Romani. Il nostro era un lavoro curioso: più che con il giornalismo era imparentato con il teatro, con il cinema, naturalmente con il fumetto, e condito con un pizzico di letteratura e di incoscienza. La chiamavamo satira. Ma in Italia non si era mai vista una satira così prima di allora.

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Dalle bandiere di “One Piece” alle maschere di “V per Vendetta”: iconografia delle proteste del XXI secolo

Afp

di Emma Besseghini (linkiesta.it, 16 settembre 2025)

A pochi giorni dall’anniversario d’indipendenza indonesiana in tutto il Paese sono comparse bandiere Jolly Roger con un cappello di paglia, in riferimento al celebre manga giapponese One Piece, realizzato dal fumettista Eiichirō Oda. La bandiera è il vessillo della ciurma di Luffy – il protagonista dell’anime –, e simboleggia libertà, amicizia e resistenza all’oppressione.

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I re dei late show uniti contro la sospensione di Kimmel

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di Marta Allevato (agi.it, 19 settembre 2025)

I più celebri conduttori di late night show negli Stati Uniti hanno attaccato duramente il presidente Donald Trump e denunciato una «palese censura» dopo che il popolare programma di Jimmy Kimmel è stato sospeso dalla Abc a causa dei suoi commenti sull’omicidio dell’attivista di estrema destra Charlie Kirk. La decisione della rete Abc di sospendere Kimmel «a tempo indeterminato» è arrivata dopo che il presidente della Federal Communications Commission (Fcc) Brendan Carr ha messo in discussione le licenze delle affiliate Abc che trasmettono il suo programma.

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