Villa Certosa, l’enorme e lussuosa residenza in Sardegna dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà venduta alla famiglia reale del Qatar. È stata per anni al centro della cronaca politica estiva, italiana e non solo.
di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 2 luglio 2026)
Giorgia Meloni lo sa, gli sconquassi più grossi sono quelli che non hai visto arrivare. Il suo caro amico Edi Rama, per esempio, non ha visto arrivare quella che adesso tutti chiamano la Rivoluzione dei Fenicotteri.
Il presidente americano Donald Trump ha incassato oltre un miliardo di dollari nell’ultimo anno in base alle sue più recenti dichiarazioni, segnate dall’impennata di reddito senza precedenti, ricca di proventi legati agli accordi di royalty, al settore immobiliare e alle transazioni legali, in ascesa vista l’ondata di cause intentate da tycoon.
di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 5 giugno 2026)
C’è una foto destinata a essere ricordata. Non perché sia uno scatto di rara fattura, né perché rappresenti un momento di straordinaria importanza per la Storia. Non si tratta del Muro di Berlino che crolla, né di un aereo che si schianta sulle Twin Towers, eppure quella foto è significativa.
Si chiama Sazan (Saseno, in Italiano), è l’unica isola marina dell’Albania, si trova nel Mar Adriatico di fronte a Valona ed è rimasta per decenni una base militare segreta dell’era comunista, inaccessibile e incontaminata. Oggi, il suo nome è diventato sinonimo di uno dei casi politici più esplosivi del 2026.
di Andrea Daniele Signorelli (linkideeperlatv.it, 15 giugno 2026)
Non è la prima volta che un social network si presenta come «paladino della libertà d’espressione». Solo negli ultimi anni, piattaforme appartenenti alla galassia della alt-right come Gab, Parler o Rumble (tutte sorte attorno alla metà degli anni Dieci) si sono appropriate di questa etichetta per contrapporsi ai grandi social di massa, e così attrarre utenti preoccupati dalla «censura» – in realtà normali politiche di moderazione dei contenuti, peraltro ormai abbandonate – dei vari Instagram, Facebook o l’allora Twitter.
Il candidato appoggiato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Abelardo de la Espriella, è stato proclamato vincitore delle elezioni presidenziali in Colombia. Candidato di estrema destra, ha ottenuto il 49,67% dei voti, un vantaggio insuperabile sul suo rivale, il senatore di sinistra Ivàn Cepeda, che si è fermato al 48,69%.
di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 18 giugno 2026)
Dobbiamo rendere merito a Donald Trump e al presidente della Fifa, l’ahimè anche italiano Gianni Infantino, di aver mostrato, con questi Mondiali di calcio, che lo sport è solo un altro modo per esaltare la filosofia della forza, quella che magnifica il più ricco e il più potente, e che, come scriveva George Orwell, il calcio è «come la guerra, a parte le fucilate».
Negli ultimi anni negli Stati Uniti molti imprenditori del settore tecnologico si sono spostati a destra, sostenendo sempre più apertamente il presidente Donald Trump e il suo movimento politico. Alcuni di loro – come Elon Musk – l’hanno fatto in modo molto rumoroso, mentre per altri, come Mark Zuckerberg (capo di Meta) e Jeff Bezos (fondatore di Amazon), è stato un processo più graduale.
Dan Greaney, lo sceneggiatore quattro volte premio Emmy che scrisse l’episodio de I Simpson, Bart to the Future, in cui, con ben sedici anni di anticipo, pronosticava la presidenza di Donald Trump, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2028.