Archivio mensile:Aprile 2017

Io c’ero quando la musica si prese carico dei sogni

«Ero a Woodstock e lì incontrai Joan Baez che mi disse: “Mi piace l’Italia anche se si protesta troppo poco, mi piacerebbe venire a svegliarvi”. E lo fece»

di Lucio Salvini («Sette», suppl. al «Corriere della Sera», 3 febbraio 2017)

«Amore ritorna le colline sono in fiore ed io amore sto morendo di dolore…». Un testo banale e melenso, non esattamente un inno di protesta la canzone che cantava Barry McGuire al Festival di Sanremo nel 1965. Barry era il leader di una formazione vocale americana di 10 persone, The New Christy Minstrels, abbastanza nota negli Usa per il suo repertorio: un mix di gospel e country music.JIMI_HENDRIX Continua la lettura di Io c’ero quando la musica si prese carico dei sogni

Grushecky, Springsteen raise their voices on Trump protest song

by Scott Mervis (post-gazette.com, April 19, 2017)

Joe Grushecky and Bruce Springsteen have joined forces once again, this time on a passionate protest anthem called That’s What Makes Us Great. It’s the first track that the singer-songwriters from Pittsburgh and New Jersey have worked on since Grushecky’s 2009 album East Carson Street.Grushecky-Springsteen Continua la lettura di Grushecky, Springsteen raise their voices on Trump protest song

Da Battiato a Jovanotti le cantavano all’Italia

Nel libro Povera patria di Stefano Savella i brani degli anni ’90 che parlano di ladri, tangenti, ipocrisia, ma anche di manette facili. Tra sberleffo e impegno

di Giandomenico Curi («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 14 aprile 2017)

«Tra i governanti/ quanti perfetti e inutili buffoni» cantava Battiato in Povera patria, anno 1991. J’accuse dolente quanto feroce che anticipa la deriva tragica di Tangentopoli, seguita dagli attentati a Falcone e Borsellino. Un brano simbolo, che apre emblematicamente Povera patria. La canzone italiana e la fine della Prima Repubblica.Povera-patria Continua la lettura di Da Battiato a Jovanotti le cantavano all’Italia

La triste parabola della «stella» tamil che brillò in politica

Ex famosa attrice indiana, rieletta 4 volte e celebre per l’efficiente amministrazione del suo Stato, è finita ora in prigione per corruzione. Scatenando rivolte e suicidi

di Raimondo Bultrini («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 17 ottobre 2014)

La sua storia potrebbe cominciare banalmente con il classico «dalle stelle alle stalle». Ma l’astro di Jayaram Jayalalithaa, 66 anni, ex capo ministro del Tamil Nadu oggi agli arresti, continua a brillare anche nella polvere per centinaia di migliaia di seguaci che la chiamano Amma, Madre, e che hanno dimostrato con una ventina di suicidi la loro incondizionata devozione.Jayalalithaa Continua la lettura di La triste parabola della «stella» tamil che brillò in politica

Baudrillard e l’osceno reality show del terrorismo

A dieci anni dalla morte, un libro raccoglie i testi del grande sociologo. Che ci regala parecchi spunti postumi per interpretare il nostro presente

di Massimiliano Panarari («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 14 aprile 2017)

Jean Baudrillard (1929-2007) è stato un pensatore molto eterodosso, quasi inclassificabile. Un sociologo, un filosofo, un mediologo e, di sicuro – e forse soprattutto – quello che in Francia si definirebbe un “moralista”, ossia un intellettuale interessato a riflettere in maniera critica sull’attualità e il proprio tempo.Pornografia-del-terrorismo Continua la lettura di Baudrillard e l’osceno reality show del terrorismo

Il Giappone di Renho

48 anni, ex modella e giornalista, Murata-san è stata eletta capo del Partito Democratico, principale forza d’opposizione. In un Paese in cui le donne in politica sono ancora poche

di Stefania Viti («D», suppl. a «la Repubblica», 22 ottobre 2016)

Il suo nome è Renho Murata, ha 48 anni, è metà giapponese e metà taiwanese ed è appena stata eletta alla guida della principale compagine dell’opposizione in Giappone: il Partito Democratico. Di per sé questa è già una notizia.RENHOMURATA Continua la lettura di Il Giappone di Renho

Cinque registi al fronte e come arma una cinepresa

Durante la Seconda guerra mondiale Ford, Wyler, Stevens, Capra e Huston seguirono l’esercito Usa. Le loro riprese tornano in Five Came Back, il docufilm timbrato Spielberg

di Elena Martelli («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 24 marzo 2017)

Alla battaglia delle Midway, dove gli americani le suonarono ai giapponesi, c’era anche John Ford. Aveva già vinto tre Oscar e girato i suoi film memorabili: Ombre rosse, Furore, Come era verde la mia valle. Ma partire per il fronte come regista e aver perso un occhio in battaglia per il suo ego era stato più utile che vincere un premio…why_we_fight Continua la lettura di Cinque registi al fronte e come arma una cinepresa