La tivù nell’èra Draghi

di Michele Masneri e Andrea Minuz (ilfoglio.it, 20 febbraio 2021)

Altro che ristoranti, negozi, funivie. Tra le categorie più danneggiate nelle ultime settimane e assai incerte sul da farsi ci sono anche i nostri talk-show con la loro compagnia di giro. Messi in crisi non tanto dal Covid o dal ritardo dei ristori, quanto dall’avvento, rapido e esiziale, del governo Draghi con le sue scintillanti porte girevoli: l’opposizione che diventa maggioranza, la maggioranza che diventa “tecnica”, solidale, responsabile e di ampio respiro nazionale, in un variopinto arcobaleno di consensi e applausi sovranisti e populisti all’ex presidente della Bce. Tanti ministri sconosciuti, un linguaggio non sgangherato e “folk” ma incredibilmente misurato, asciutto, essenziale. E la terribile minaccia di “comunicare solo le cose fatte”, che per l’industria della chiacchiera televisiva suona peggio del lockdown per un ristoratore. Dopo una crisi ricca di colpi di scena e retroscena, scritta come sempre in una trama da libretto d’opera, ecco la prima settimana dell’èra Draghi, le reazioni a catena nel mondo politico e, a cascata, in quello televisivo.

Ph. Matteo Rasero / LaPresse

Ph. Matteo Rasero / LaPresse

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La cosa più social che avremo di Draghi è la foto del suo Apple Watch

di Ilaria Roncone (giornalettismo.com, 18 febbraio 2021)

Mario Draghi sceglie Apple, come ci dice il suo Apple Watch collegato al suo iPhone sul quale sembrerebbe non aver fatto pulizia di contatti. Sicuramente una delle prime cose che si notano guardando il dettaglio della fotografia condiviso da Emanuele Menietti, giornalista de Il Post che – come tutti i suoi colleghi – dovrà abituarsi al cambio di direzione preso dal governo Draghi in termini di comunicazione. Niente account social per Draghi significa zero possibilità che una soffiata social possa rivelare in anticipo ai giornalisti quello che, da adesso in poi, sapranno solamente via comunicati stampa nel più tradizionale modus operandi dell’ufficio stampa di un uomo politico o di un governo.

@emenietti via Twitter

@emenietti via Twitter

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Barack Obama e Bruce Springsteen hanno fatto un podcast insieme

di Laura Puglisi (iodonna.it, 23 febbraio 2021)

L’immaginario della bandiera a stelle e strisce potrebbe sembrare l’unica cosa ad accomunare il Boss e l’ex presidente degli Stati Uniti. Bruce Springsteen e Barack Obama hanno coronato la loro amicizia, nata durante la campagna elettorale del 2008, con un podcast intitolato Renegades: Born in the Usa. Il podcast, prodotto dalla Higher Ground, la casa di produzione degli Obama, è composto da otto episodi. I primi due sono stati lanciati ieri, lunedì 22 febbraio, su Spotify. Con due nomi del genere, non stupisce se sarà presto un successo come il podcast dell’ex First Lady Michelle Obama. Composto da otto episodi, Renegades: Born in the Usa sembra nascere e svilupparsi come una chiacchierata tra vecchi amici che si raccontano a vicenda il contesto in cui sono cresciuti, dall’infanzia al rapporto coi rispettivi padri, dalla musica al matrimonio, fino ai bei tempi sui palchi dei rally.

Spotify

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“Waffles + Mochi”: la prima serie con Michelle Obama sbarca su Netflix

di Mario Manca (vanityfair.it, 9 febbraio 2021)

«Non potrei essere più entusiasta di far parte di questo divertente, commovente e semplicemente magico show, e non lo dico solo per via del carrello della spesa volante». Lo dice Michelle Obama che, dal 16 marzo, sbarca su Netflix in una serie tutta da scoprire prodotta da Higher Ground, la casa di produzione di proprietà di Michelle e Barack. Si chiama Waffles + Mochi, è composta da dieci episodi e cerca di insegnare, in maniera colorata e divertente, ai bambini i segreti per un’alimentazione corretta ed equilibrata, battaglia nella quale l’ex First Lady si è sempre impegnata a lungo attraverso campagne di sensibilizzazione e meeting globali.

Netflix

Netflix

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L’inspiegabile scelta di Barbara Palombelli co-conduttrice al Festival di Sanremo 2021

di Franco Bagnasco (tpi.it, 20 febbraio 2021)

Se ancora stentate a farvene una ragione e vi prendete a schiaffetti davanti allo specchio per risvegliarvi, è ora di prenderne atto: la giornalista Barbara Palombelli sarà fra le co-conduttrici del prossimo Festival di Sanremo accanto ad Amadeus. Magari si stenta a coglierla, ma una coerenza nel casting c’è, e si vede: dopo l’icona delle passerelle Naomi Campbell (detta “Il cigno nero”), sul palco dell’Ariston la prima sera; dopo la statuaria Elodie (cantante in grande spolvero, il cigno bianco); dopo l’attrice candida-sexy del momento, Matilda De Angelis (tra i protagonisti della serie tv internazionale The Undoing, il cigno rosso). Ecco, dopo tutto questo, la quarta serata, quella del venerdì, sarà appannaggio di Barbara Palombelli. Ottimo esemplare del leggendario Laghetto dei cigni di Cologno Monzese, per chi ha frequentazioni Mediaset.barbara_palombelli_a_forum Continue reading