Il comico come rivoluzionario

Dai giacobini a Grillo, il ruolo dei commedianti nella politica

di Marzio Breda («Corriere della Sera», 3 maggio 2014)

Quando stava per lasciare il Quirinale, Francesco Cossiga confessò il senso della sua ultima, ruggente stagione al vertice della Repubblica. «In un Paese normale se un capo dello Stato facesse quello che faccio io l’avrebbero mandato al diavolo in cinque minuti. I miei atteggiamenti da matto erano voluti. Siamo nella società dello spettacolo, no? Ho fatto così per bucare il video». Spiegò dunque di essersi assegnato «il ruolo del fool del teatro elisabettiano», fingendosi pazzo per smascherare verità occultate e lanciare una profezia della catastrofe che avrebbe dovuto imporre un cambiamento generale. Insomma: aveva vestito i panni dell’attore per fare politica. Vent’anni dopo lo schema si ripete, a parti invertite. Stavolta è un attore a utilizzare le risorse del mestiere per farsi politico. Lo ha in un certo modo anticipato a metà della propria parabola: «Non sono più un comico, sono uno psicopatico, urlo, mi sfogo e mi danno i soldi» (prima quelli e poi i voti).Ponte_di_Pino

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Grace di Monaco si ferma a Cannes

di Federico Pontiggia (ilfattoquotidiano.it, 15 maggio 2014)

«Non chiamatelo DisGrace, anzi, chiamate Fanfani!». C’è spazio – si fa per dire… – anche per l’Italia che fu nel non biopic Grace di Monaco, apertura fuori Concorso del 67° Festival di Cannes e da oggi anche nelle nostre sale.Grace_of_Monaco

Sullo sfondo, le schermaglie tra il Principato di Ranieri III e la Francia di Charles de Gaulle impegnata su un doppio fronte: la guerra in Algeria e, appunto, le “intemperanze” dello staterello monegasco, reo di attirare le imprese galliche con un ghiotto regime fiscale. Siamo nel 1962, Ranieri III chiede aiuto a mezza Europa per non soccombere, ma nemmeno Fanfani può nulla, dunque? Al solito, cherchez la femme… Grace Kelly, che sei anni prima con Alta società di Charles Walters diede l’addio a Hollywood – e al “suo” regista, Alfred Hitchcock – per sposare Ranieri e divenire Grace di Monaco. Ma Hitch, che l’aveva ribattezzata “Ghiaccio bollente”, non demorde: raggiunge il Principato – almeno nella finzione del regista Olivier Dahan – e fa a “Gracie” una proposta che non può rifiutare, il suo prossimo film Marnie. Ma davvero Sua Altezza non può sottrarsi, tra carriera e affetti / famiglia / amore o, forse, obblighi di corte che sceglierà? Continue reading

Matt Damon in difesa dell’acqua

Promuove la campagna Toilet Strike insieme a Bono degli U2, l’attrice Olivia Wilde e Richard Brenson

di Leonardo Godano (lastampa.it, 27 maggio 2013)

Bello è bello, che fosse anche bravo e virtuoso avevamo qualche idea, confermata dalla conquista nel 2011 del premio come celebrità più green. Il riconoscimento è meritato in quanto Matt Damon ha recentemente concentrato gran parte della sua energia verso l’acqua pulita. Infatti ha co-fondato una società, H2O Africa, per affrontare la crisi in corso nel continente. Un altro progetto di Damon, Water.org, riunisce esperti di web 2.0, micro-prestiti e star power in un movimento che si occupa di scavare pozzi, salvaguardando e sostenendo la giustizia in tutto il mondo, soprattutto nelle regioni in difficoltà come Haiti. Damon dimostra altruismo quando sacrifica tempo e denaro per contribuire a portare acqua pulita ai Paesi poveri di tutto il mondo.Matt_Damon_waterorg

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I discorsi di Hollande a ritmo gangsta

Il presidente francese ingaggia un esperto di rap come ghost writer

di Marco Moussanet (ilsole24ore.com, 10 marzo 2014)

Chissà se François Hollande sapeva che Pierre-Yves Bocquet ha una doppia vita e, in qualche modo, una doppia personalità, quando, pochi giorni fa, ha deciso di nominarlo ghost writer, sia pure sotto la supervisione dell’onnipresente Aquilino Morelle. E se forse è proprio questa una delle ragioni della scelta. Sulla carta, il curriculum del quarantenne Bocquet è quanto di più classico si possa immaginare: Sciences-Po, Ena (la prestigiosa scuola della pubblica amministrazione), ispettore della previdenza sociale, qualche esperienza in alcuni gabinetti ministeriali, un incarico di consulente (appunto sui temi della previdenza) all’Eliseo. Dietro questo signore abbastanza grigio e anonimo, la cui unica nota originale sono i vistosi anelli, si nasconde in realtà uno dei maggiori critici ed esperti di gangsta rap. Continue reading

Bélen, 3 milioni di amici su Facebook: «Quasi quasi fondo un partito»

«Le cene di Arcore? Mai stata. In una telefonata Berlusconi lo dice. Certo alla sua maniera, poco elegante…»

(corrieredelmezzogiorno.it, 17 dicembre 2013)

I lettori di oggi.it l’hanno incoronata «La più sexy del 2013». È Bélen Rodriguez, che ha appena raggiunto i 3 milioni di amici su Facebook e i 467 mila su Instagram: «Dovrei fondare un partito!», ironizza con Oggi in un’intervista esclusiva in edicola mercoledì 18 dicembre e su oggi.it Continue reading