Archivio mensile:Luglio 2020

Elsa Fornero protagonista di un quiz in Rai

di Francesca Galici (ilgiornale.it, 29 luglio 2020)

Quella di sapersi riciclare è una nobile arte, soprattutto se in ballo ci sono contratti interessanti con una della più grandi aziende pubbliche del Paese. Elsa Fornero, ex ministro di ferro del governo Monti, della quale sono ben note le lacrime quando annunciò la riforma delle pensioni, oggi spende le sue nozioni da economista in un quiz televisivo estivo che va in onda su Raidue, a guida di Costantino Della Gherardesca.ElsaFornero_piange Continua la lettura di Elsa Fornero protagonista di un quiz in Rai

Palinsesti Rai: se l’unica novità è Nunzia De Girolamo

di Beatrice Dondi (espresso.repubblica.it, 16 luglio 2020)

La riflessione obbligata a cui ha costretto la pandemia avrebbe dovuto, a rigor di logica, portare mamma Rai a utilizzare bene il suo tempo. Tirando fuori dal cilindro, se non dei programmi innovativi, quantomeno un’ideuzza. Un segno. Una prova dell’esistenza di afflato vitale nei corridoi di Viale Mazzini e dintorni. Invece, stando a quando si è detto nella trionfale mattinata della presentazione ufficiale, il buio non oltrepassa neppure la siepe.NunziaDeGirolamo_Ciao_maschio Continua la lettura di Palinsesti Rai: se l’unica novità è Nunzia De Girolamo

È Emanuele Filiberto il monarca che state cercando?

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 28 luglio 2020)

Sondaggi oziosi, che circolano d’estate come i test psicologici sotto gli ombrelloni, rivelano che il 15% degli italiani sarebbe disposto a votare per un partito monarchico. Di per sé poco rilevante – si trova sempre un 15% di italiani disposto a votare per chiunque, perfino per Giuseppe Conte –, il dato potrebbe, tuttavia, apparire incoraggiante per il nuovo movimento politico lanciato da Emanuele Filiberto nell’infuriare della pandemia, Realtà Italia.Emanuele_Filiberto_di_Savoia Continua la lettura di È Emanuele Filiberto il monarca che state cercando?

La bara di John Lewis sul ponte di Selma

(ilpost.it, 27 luglio 2020)

Domenica 26 luglio la bara di John Lewis, uno dei principali esponenti del movimento statunitense per i diritti civili nella metà del Novecento, ha attraversato – su un carro trainato da due cavalli – il ponte Edmund Pettus di Selma, in Alabama. Il passaggio è stato organizzato per ricordare la manifestazione pacifica (ma nonostante questo repressa con grande violenza dalla polizia) che su quel ponte passò il 7 marzo 1965 e che era stata promossa proprio da Lewis, picchiato dagli agenti, che gli fratturarono il cranio.

Ph. Erik S. Lesser / Epa – Ansa
Ph. Erik S. Lesser / Epa – Ansa

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Trump si pente spesso dei suoi tweet

(agi.it, 25 luglio 2020)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto una rara ammissione, raccontando di “amare” usare Twitter ma di pentirsi “troppo spesso” di alcuni suoi cinguettii. «Ai vecchi tempi», ha confessato il capo della Casa Bianca in un’intervista a Dave Portnoy, il fondatore di Barstool Sports, «si usava scrivere una lettera, la mettevi sul tavolo e quando tornarvi il giorno dopo dicevi “sono contento di non averla inviata”, ma con Twitter non si può fare».trump-vs-twitter Continua la lettura di Trump si pente spesso dei suoi tweet

I social ci impediscono di comunicare (tanto che i politici si spostano su Whatsapp)

di Dario Ronzoni (linkiesta.it, 23 luglio 2020)

Sembrava una bella occasione: la piazza virtuale, la possibilità di collegarsi con persone in tutto il mondo. E invece, passati dieci anni da quando la rivista Time incoronava Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, uomo dell’anno, il bilancio è tragico: i social, sostengono Guido Bosticco e Giovanni Battista Magnoli Bocchi, dell’Università di Pavia, hanno ucciso la comunicazione.front-cover-come-i-social-hanno-ucciso Continua la lettura di I social ci impediscono di comunicare (tanto che i politici si spostano su Whatsapp)

I 60 anni della divisa del Monaco disegnata da Grace Kelly

di Giovanni Battistuzzi (ilfoglio.it, 22 luglio 2020)

Suo marito l’aveva portata decine e decine di volte allo stadio. E non solo. Anche decine e decine di volte ai campi di allenamento. Ci teneva alla squadra, teneva soprattutto a far percepir loro il suo affetto, la sua vicinanza. Più di una volta le aveva detto che tutte quelle sue “visite istituzionali”, erano le uniche “visite istituzionali” a cui teneva. A lei invece tutti quegli uomini che correvano dietro a un pallone non facevano né caldo né freddo.

Il Foglio
Il Foglio

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