Archivi tag: plutocrazia

Musk ha lanciato un referendum su Twitter sul riabilitare l’account di Trump

(ansa.it, 19 novembre 2022)

Elon Musk, il nuovo patron di Twitter, ha lanciato un referendum sulla piattaforma che ha acquistato da poco per chiedere di votare sì o no al ritorno di Donald Trump sul social da cui era stato bandito all’indomani dell’assalto al Capitol del 6 gennaio 2021. Ieri Musk aveva riabilitato alcuni account, ma aveva detto di non aver ancora preso alcuna decisione su Trump.

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Le fugaci passioni di Emanuele Filiberto, da Torre Annunziata al Metaverso

di Linda Varlese (huffingtonpost.it, 9 novembre 2022)

“Un Re senza corona e senza scorta”, cantava De Andrè. E a Emanuele Filiberto si addice non poco questa definizione. Non sappiamo, in effetti, se lo prenderà o meno come un complimento. Sta di fatto che da quando nel 2002 ha fatto il suo primo ingresso in Italia, dopo gli anni di esilio previsti per tutti i discendenti maschi di Casa Savoia, il principe (ma la dinastia non è riconosciuta dalla Repubblica Italiana), figlio di Vittorio Emanuele e Marina Doria, ha fatto di tutto, passando in maniera disinvolta dalla televisione alla politica, dalla musica allo street food.

Ansa

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Kanye West vuole comprare Parler

(lastampa.it, 17 ottobre 2022)

Il controverso rapper americano Kanye West è pronto ad acquistare Parler, il social network conservatore che ha avuto anche un ruolo nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 e che per questo era stato bandito da Google Play e App Store. Quella dell’artista, che è passato da Kanye a Ye, è una mossa che arriva dopo l’estromissione da Twitter per un post antisemita nei confronti dell’American Jewish Committee che già aveva segnalato i contenuti dei suoi post su Instagram.

Reuters

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Elon Musk privatizza anche la pace in Ucraina

di Pierre Haski (France Inter / internazionale.it, 5 ottobre 2022)

Cosa rappresenta Elon Musk? Non passa giorno senza che questo miliardario cosmopolita proprietario delle automobili Tesla e dei razzi SpaceX, faccia parlare di sé. Di sicuro Musk è eccentrico e in preda alla brama di pubblicità, ma al contempo è doveroso prenderlo sul serio in quanto incarna un’evoluzione significativa, ovvero l’irruzione del privato in ambiti inusuali. È il caso della sua incursione nella sfera diplomatica, che non è certo passata inosservata.

Ph. Michael Gonzalez / Getty Images

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Elon Musk ha attivato Starlink per dare connessione ai manifestanti in Iran

(ilpost.it, 27 settembre 2022)

Da giorni in Iran è difficilissimo connettersi a Internet per via del blocco imposto dal governo in riposta alle proteste per la morte di Mahsa Amini, la ventiduenne morta in un carcere di Teheran il 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa per non aver indossato correttamente il velo. Il multimiliardario statunitense Elon Musk ha risposto al blocco annunciando l’attivazione sul territorio iraniano di Starlink, il servizio di Internet satellitare che promette di fornire una connessione stabile e veloce alle persone che vivono in zone particolarmente remote e isolate, dove non arrivano le infrastrutture tradizionali. Ma non è ancora chiaro se si tratti di un’iniziativa effettivamente utile.

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La perquisizione nella casa di Trump apre una fase nuova e spaventosa

di Tim Alberta (The Atlantic / internazionale.it, 18 agosto 2022)

Se Donald Trump ha commesso reati mentre abbandonava la Casa Bianca dovrebbe ricevere lo stesso trattamento di qualsiasi altro presunto criminale. Il motivo è semplice. Come disse John Adams, il nostro è un governo delle leggi, non un governo degli uomini. Nessuno, nemmeno un presidente, è al di sopra della legge. Ma allora perché mi sono sentito turbato osservando i servizi sulla perquisizione dell’Fbi a Mar-a-Lago? Probabilmente perché questo Paese si sta avvicinando a un livello di violenza politica mai visto dopo la Guerra Civile. Per chiunque abbia trascorso un po’ di tempo negli spazi fisici e virtuali della destra americana, questo fatto è evidente. Andate a una fiera delle armi. Visitate una chiesa di destra. Partecipate a un raduno di Trump. A prescindere dalle circostanze, le profezie sul giorno del giudizio si ripetono costanti. E fanno paura.

Ph. Giorgio Viera / Afp

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Donald Trump ha seppellito Ivana nel campo da golf

(lastampa.it, 1° agosto 2022)

Ivana Trump è stata sepolta nel golf club dell’ex marito a Bedminster, in New Jersey, in questi giorni al centro della cronaca per aver ospitato un torneo sponsorizzato dall’Arabia Saudita. Lo rivela il New York Post pubblicando anche una foto della lapide della socialite, morta il 24 luglio scorso a 73 anni. La tomba si trova in un’area fiorita, vicino alla prima buca del campo, che Donald Trump nel 2017 decise di adibire a cimitero di famiglia. Lo stesso ex presidente ha dichiarato di voler essere sepolto lì. Secondo alcuni media americani, quella della “tomba di famiglia” sarebbe solo una scusa utilizzata da Trump per ottenere sgravi fiscali. Secondo la legge del New Jersey, infatti, qualsiasi terreno dedicato usato come cimitero è esente da tutte le tasse, aliquote e valutazioni.

Ph. Jospehine Walker / Bloomberg

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È morta Ivana Trump

(ilpost.it, 14 luglio 2022)

È morta a 73 anni Ivana Trump, ex moglie di Donald Trump. A dare la notizia sono stati la sua famiglia e l’ex marito, che non hanno specificato le cause della morte. Donald Trump in un comunicato ha scritto che «Ivana Trump è venuta a mancare nella sua casa di New York City». Il suo nome da nubile era Ivana Marie Zelníčková ed era nata in Repubblica Ceca (allora Cecoslovacchia). Negli anni Settanta emigrò dalla Cecoslovacchia comunista grazie al passaporto austriaco ottenuto dopo aver sposato un suo amico austriaco, Alfred Winklmayr. Prima si trasferì in Canada e poi negli Stati Uniti, dove si sposò con Donald Trump nel 1977: i due costituirono la coppia più glamour e celebre della New York degli anni Ottanta. Ivana assistette l’allora marito in molti suoi famosi progetti, come la Trump Tower di New York e il casinò di Atlantic City, il Trump Taj Mahal.

Ph. Pascal Le Segretain / Getty Images

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Il caso attorno al corpo di John McAfee

(ilpost.it, 23 giugno 2022)

John McAfee, il milionario statunitense noto per avere fondato la società di antivirus per computer che porta il suo nome, è morto un anno fa ma il suo corpo si trova tuttora in un obitorio a Barcellona, in Spagna: ci rimarrà fino a che non sarà chiuso il caso legale intorno alla sua autopsia. Al momento della morte McAfee si trovava nel carcere di Sant Esteve Sesrovires per alcune accuse di evasione fiscale negli Stati Uniti e un tribunale di Madrid aveva appena autorizzato la sua estradizione nel Paese. Secondo l’autopsia si suicidò, conclusione contestata dalla famiglia di McAfee che ha chiesto ulteriori esami: un giudice spagnolo ha respinto la richiesta, ma la famiglia ha fatto appello contro la decisione. Fino a che non ci sarà stata una pronuncia in merito, il corpo di McAfee rimarrà nello stesso obitorio dove fu eseguita l’autopsia.

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Quanto pesa TikTok nelle elezioni in Colombia?

di Martina Maria Mancassola (giornalettismo.com, 31 maggio 2022)

Gli elettori in Colombia vogliono un cambiamento epocale e lo hanno dimostrato votando, dato che non hanno mai eletto un candidato di sinistra, Gustavo Petro, sebbene quest’ultimo non abbia ottenuto il 50% necessario per vincere a titolo definitivo. Al secondo turno si unisce a lui Rodolfo Hernández, la cui campagna sui social media si sta rivelando di successo tra gli elettori. I candidati hanno trascorsi diversi e gli elettori dovranno decidere quale tipo di cambiamento vogliono prima di votare nel ballottaggio del 19 giugno. Quando è iniziata la campagna per la presidenza, Hernández era praticamente sconosciuto fuori dalla sua città – di cui è stato sindaco dal 2016 al 2019 –, ma da quanto ha iniziato a utilizzare TikTok pubblicando suoi video, in poco tempo ha raggiunto tantissimi followers. Insomma, quanto sta incidendo TikTok sulle elezioni in Colombia?

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